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Libertà di domicilio, di circolazione e soggiorno


Aspetti particolari della libertà della persona sono la libertà di domicilio e la libertà di circolazione e soggiorno. L’art. 14 Cost. stabilisce che il domicilio è inviolabile. Ciò significa che è tutelato il diritto alla “privacy” nella propria abitazione e sul luogo di lavoro. Si noti che il «domicilio » di cui parla l’art. 14 Cost. è un concetto più ampio di quello previsto dal codice civile, che distingue il domicilio dalla residenza e dalla dimora. L’art. 14 si riferisce a tutti e tre questi concetti. La disciplina della libertà di domicilio è modellata su quella della libertà personale. Altro aspetto della libertà fisica, questa volta “in movimento”, è la libertà di circolazione e soggiorno. L’art. 16, primo comma, Cost. stabilisce che «ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale». Il secondo comma dello stesso articolo aggiunge la libertà di espatrio, cioè di entrare e uscire dal territorio nazionale. È prevista la possibilità che la legge, «in via generale», limiti la libertà di circolazione per motivi di sanità e di sicurezza (si pensi a un’epidemia o a un terremoto). Nessuna restrizione può essere invece disposta per ragioni politiche.


L’ordine di arresto (o perquisizione ecc.) può provenire solo da un provvedimento motivato di un giudice, che è un organo imparziale, e nei soli casi e modi previsti dalla legge, affinché sia riservata al Parlamento la decisione su quali siano i comportamenti dei cittadini che possono comportare il carcere. Solo nei casi d’urgenza, quando cioè l’intervento del giudice sarebbe tardivo, è ammesso che le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza) agiscano di loro iniziativa. Questo può avvenire in due casi: per l’arresto in flagranza di reato (cioè quando una persona è sorpresa nell’atto di commettere un reato grave), oppure quando occorra operare il fermo di indiziati, cioè di persone nei cui confronti sussistano indizi di un grave reato e vi sia il sospetto di fuga. Tuttavia, tali provvedimenti sono solo provvisori, dovendo essere comunicati entro 48 ore al giudice per la convalida. Se non sono convalidati nelle successive 48 ore, si intendono revocati e sono privi di ogni effetto, con la conseguenza che il cittadino deve essere rimesso in libertà.

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