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Legis Doctor Pepo - Biografia e ruolo giuridico


Nel corso dei secoli, la figura del giurista medievale Pepo è stata oggetto di diversi dibattiti: nella seconda metà del XII secolo venne ascritta a un certo Pepo la definizione di contratto di mutuo (ciò che da mio diviene tuo), elemento che, dato il tempo trascorso dalla sua morte, sembra evidenziarne la fama, consolidata anche da un passo dell’opera “Moralia regum” del teologo Normanno il nero, in cui si dice che un certo Pepo aveva chiesto all’imperatore Enrico IV di punire l’uccisore di un servo con la pena di morte (secondo quanto disposto dal diritto romano) anziché tramite l’escussione di una composizione pecuniaria (in conformità allo ius longobardorum); altri, ancora, hanno supposto che Pepo non fosse altro che Petrus, vescovo di Bologna vissuto nel XI secolo.
La ricomparsa del diritto giustinianeo nel XI secolo non fu dovuta esclusivamente alla convinzione, propria di Pepo e dei suoi seguaci, della sua capacità di rispondere alle esigenze della società altomedievale; essa fu favorita anche dai fautori della primazia del potere ecclesiastico o imperiale, i quali trassero informazioni dalle biblioteche più antiche e illustri nel tentativo di corroborare la tesi di cui erano sostenitori: fu proprio in quest’ambito che si favorì la ricomparsa del diritto giustinianeo, una sintesi del quale fu inserita nella «Collectio canonum», una raccolta di canoni del vescovo Anselmo di Lucca, nel Decretum del vescovo Burcardo e nella Collectio britannica, opera del 1090 in cui vengono inserite 98 citazioni del Digestum.
Oggi si ritiene che proprio nelle biblioteche monastiche, nel tentativo di corroborare tesi e argomentazioni, siano gradualmente riemersi i manoscritti della compilazione giustinianea grazie all’attività di spontanea e strumentale utilizzazione dei predecessori di Irnerio, dai quali lo studioso si discostò per via della sua analisi scientifica e sistematica.
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