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Istituti giuridici di origine medievale


Tra il XII e il XIII secolo nacquero diversi nuovi istituti giuridici:
- il prestito a cambio marittimo, negozio giuridico equivalente al fenus nauticum;
- contratti di esportazione di merci via mare, in particolare il contratto di colleganza (tipico delle regioni adriatiche) e di commenda (tipico delle regioni tirreniche), simili al fenus nauticum ma con l’unica differenza che il periculum non gravava sul mutuante, bensì sul trasportatore delle merci.
Queste nuove figure giuridiche, affiancate al sorgere di nuovi ambiti professionali e di innovativi strumenti di garanzie di mercato, determinarono una notevole espansione dei commerci.
Tra l’altro, a partire dal XVI secolo le scoperte geografiche ampliarono le rotte del commercio e ciò trasformò lo ius mercatorum da diritto di classe universale a diritto statuale e nazionale. Contestualmente, Francia, Inghilterra e Spagna divennero egemoni del commercio transoceanico, il mercato mediterraneo attraversò una profonda crisi e la riforma protestante eliminò i divieti all’attività mercatoria imposti dal diritto canonico: questi elementi determinarono lo spostamento dell’asse commerciale da oriente a occidente.
In Francia, la giustizia mercantile non veniva più esercitata dalle corporazioni, bensì da tribunali speciali di commercio i cui magistrati erano di nomina regia. La giustizia mercantesca era efficace sia in relazione a controversie in cui anche una sola delle parti fosse appartenente alla categoria professionale, sia nei confronti degli autori di atti di commercio isolati: nacque così il diritto commerciale pubblico, definito tale perché considerava l’atto di commercio l’elemento oggettivo in grado di giustificare la sua applicazione a prescindere dal soggetto agente.
La penisola italiana, esclusa dai processi commerciali delle rotte mercantili, subì un’involuzione economica che determinò un’ulteriore frammentazione politica del territorio e, allo stesso tempo, favorì la nascita della scienza mercantile. Si tratta di una dottrina commercialistica avviata dal giurista Stracca, il quale riuscì a ricondurre gli istituti mercantili alle figure del diritto giustinianeo. Tale attività confluì nel «De mercatura», opera realizzata sulla base del ragionamento analogico proprio del commento.
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