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Controllo di legittimità degli atti giuridici


Il controllo della costituzionalità di un atto giuridico può essere eseguito o dagli stessi organi costituzionali che svolgono funzione di indirizzo (controllo politico) o da organi terzi e imparziali rispetto alla questione di costituzionalità (controllo giurisdizionale). Il controllo politico comporta la verifica di costituzionalità all’interno del procedimento di perfezionamento dell’atto normativo, ha carattere preventivo rispetto all’entrata in vigore dell’atto, può essere suscitato solo dalla richiesta di un organo costituzionale e comporta, ove si accerti incostituzionalità, la mancata entrata in vigore dell’atto.

Es. In Italia è prevista una forma di controllo politico preventivo in sede di esame del disegno di legge di conversione di un decreto legge: il Parlamento è chiamato a esprimersi sull’esistenza dei presupposti di necessità e urgenza di cui all’art 77 cost..
Il controllo politico è caratteristico dell’ordinamento francese in cui domina la dottrina della sovranità parlamentare che rende impensabile consentire a un organo diverso dal Parlamento di invalidare una norma di legge. La Costituzione francese del 1958 introduce il Conseil Constitutionnel, corpo politico composto da nove membri nominati dal Presidente della Repubblica e dai presidenti delle due camere e integrato dagli ex Presidenti della Repubblica, con l’incarico di esaminare, preventivamente alla loro promulgazione, la costituzionalità delle leggi e dei regolamenti parlamentari attraverso procedure di tipo giurisdizionale.
Negli ordinamenti socialisti i controlli di costituzionalità sono affidati all’organo assembleare considerato il supremo organo del potere statale.
In sostanza, quindi, il controllo di legittimità può essere svolto seguendo le due procedure sopraindicate a seconda del contesto sussistente.
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