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Istituti della democrazia diretta


Al giorno d’oggi, la maggior parte delle democrazie ha natura diretta.
Come in passato, attualmente è ancora in vigore il divieto di mandato imperativo, ma si assiste ad una alterazione del rapporto fra corpo elettorale e Parlamenti, anche a causa della crisi dei partiti politici tradizionali e del formarsi di movimenti populisti che propongono forme di collegamento diretto fra corpo elettorale e leaders politici.

I principali istituti della democrazia diretta sono:
- la petizione, che consente al popolo di sollecitare l’adozione o l’abrogazione di atti normativi da parte di organi costituzionali;
- il referendum, che riconosce al corpo elettorale il diritto di pronunciarsi su una misura normativa (si distingue in questo dal plebiscito che riguarda, invece, scelte politiche, forma di governo, annessione territoriale, fiducia a un leader…). Si può avere il referendum consultivo, con valore di parere; sospensivo, che interrompe l’iter di un procedimento; confermativo, se diretto a convalidare una decisione già presa da assemblea o esecutivo; abrogativo; propositivo, pronuncia popolare riguardo introduzione di nuova normativa. Tale istituto viene spesso collegato all’adozione di decisioni costituenti e alla revisione costituzionale: si può, dunque, avere un referendum precostituente, costituente, di revisione totale o parziale.

Il popolo può essere chiamato a esprimersi con referendum non solo circa atti normativi del legislativo o dell’esecutivo, ma anche su proposte di legge avanzate direttamente da un certo numero di cittadini elettori, secondo l’istituto noto come initiative. Tale istituto è previsto in Svizzera in materia costituzionale, in Liechtenstein e nei vari Stati degli USA in materia costituzionale e legislativa.
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