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Intese fra lo Stato italiano e le confessioni religiose acattoliche

Definizione

Accordo fra Stato e confessioni religiose non cattoliche che serve per disciplinare la condizione giuridica di queste ultime, su materie di interesse comune. Si tratta di un presupposto di legittimità costituzionale, per poter successivamente emanare una legge che regoli i rapporti con una determinata confessione, considerato che per lo Stato italiano i rapporti con una confessione possono essere disciplinati solo in presenza di un accordo preventivo.

Natura giuridica

Piuttosto discussa, mentre i concordati con la Chiesa cattolica sono assimilabili ai trattati internazionali dato che la Santa Sede ha personalità giuridica internazionale. Alcuni sostengono che le intese siano convenzioni di diritto pubblico interno, altri, accordi di diritto esterno.

Contenuto

Può comprendere qualsiasi materia, in applicazione dei principi e delle norme costituzionali (assistenza spirituale, matrimonio, tutela penale, istruzione religiosa nelle scuole, ecc).
In ogni caso, le norme ci rimandano al principio generale secondo il quale la legislazione statale in materia ecclesiastica non deve essere unilaterale, bensì concordata fra Stato e confessione religiosa
Scopo
È assicurata l’indipendenza delle confessioni religiose acattoliche ed il diritto di essere libere davanti alla legge
Competenza a stipulare un’intesa
Spetta allo Stato da una parte e alla rappresentanza della confessione religiosa dall’altra

Procedimento

L’avvio delle trattative spetta al Governo
1. Richiesta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri
2. Il presidente del Consiglio dei Ministri il quale affida l’incarico di condurre le trattative al Sottosegretario alla presidenza de del Consiglio dei Ministri
3. La bozza (=disegno di legge) siglata da entrambi le parti, è sottoposta all’approvazione del Consiglio dei Ministri che può essere solo accettata o respinta, ma non emendata; questo per evitare che siano approvati contenuti difformi da quanto concordato precedente con la confessione religiosa. In caso di mancata approvazione, devono essere riaperte le trattative per concordare bilateralmente eventuali modifiche.
4. Il Consiglio dei Ministri autorizza alla firma il Presidente del Consiglio dei Ministri
5. Dopo la firma di entrambe le parti, l’intesa è trasmessa al Parlamento per essere approvata e diventare per diventare legge di approvazione (e non di esecuzione)
Tale nuova legge diventa una fonte normativa atipica, è dotata di resistenza passiva alle modifiche e all’abrogazione come succede con le norme costituzionali
Limiti dell’esercizio di culto acattolico
Se da un lato, ogni culto dispone di un potere di autodeterminazione, che deve essere messo in grado di emanare norme per i suoi fedeli e efficaci anche nei confronti dello Stato, dall’altro, lo Stato può interferire nei contenuti solo se ricorrono gli estremi di legge (artt.17 e 19 della Costituzione) e se contrastano con l’ordinamento giuridico italiano: esercizio di culto con riti contrari al buon costume, riunioni vietate per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica (riunioni possibili, senza armi in luogo aperto al pubblico – senza preavviso alle autorità - , e in luogo pubblico con preavviso)
E se una confessione religiosa è priva d’intesa?
In questo caso, parte della dottrina ritiene che lo Stato possa liberamente legiferare unilateralmente, sempre nel rispetto di quanto stabilito dagli artt.8 e 3 della Costituzione
Intese stipulate dallo Stato italiano
A tutt’oggi sono 13, fra cui
• Chiese rappresentate dalla Tavola Valdese
• Unione delle Comunità ebraiche italiane
• Chiese evangeliche
• Sacra Diocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale,
• Unione Buddhista italiana
• Unione Induista italiana
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