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Il diritto di voto può essere esercitato solo dai cittadini italiani.
Il corpo elettorale si esprime in diverse occasioni:
- alle elezioni politiche vota per eleggere i membri del Parlamento.
- alle elezioni europee vota per eleggere i rappresentanti italiani al Parlamento europeo.
- alle elezioni amministrative vota per eleggere gli organi degli enti autonomi territoriali (Regione, Provincia e Comune).
- ai referendum vota per esprimere la propria opinione su un argomento specifico.
L'art. 48 Cost. it. stabilisce che "il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo servizio è un dovere civico."
Il voto deve essere esercitato solo da chi ne ha diritto, e non sono ammesse procure o deleghe. Ma in casi particolari, una persona gravemente ammalata può essere accompagnata dentro alla cabina da un familiare, che deve però solo assisterla mentre vota. Ogni elettore ha diritto a un solo voto, quindi tutti i voti hanno la stessa importanza. Non basta votare, bisogna analizzare anche come si vota. In uno Stato democratico, il cittadino deve poter scegliere il partito che preferisce, per manifestare liberamente il proprio pensiero. Solo la segretezza del voto garantisce l'elettore da qualsiasi condizionamento; le schede sono tutte uguali, l'elettore vota chiuso in una cabina e qualunque segno sulla scheda porta all'annullamento del voto. Dentro al seggio, la segretezza deve essere mantenuta anche dall'elettore, che non può mostrare la scheda aperta o dichiarare ad alta voce il partito prescelto.

Votare non è un obbligo giuridico, ma un "dovere civico", e non esiste alcuna sanzione per chi non vota; i cittadini devono comunque votare per esercitare la sovranità popolare.

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