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Disciplina delle prestazioni indispensabili



La disciplina sui servizi pubblici essenziali può essere demandata ai contratti collettivi. Essendo atti di autonomia privata, essi godono di efficacia relativa: divengono vincolanti erga omnes solo se la CGS li reputa idonei.
La Commissione è tenuta a decidere se le prestazioni indispensabili previste dalle parti sociali sono adeguate a realizzare il contemperamento fra diritto di sciopero e diritti degli utenti.
Questi ultimi devono essere salvaguardati solo nel loro contenuto essenziale, dunque non per intero. Al fine del contemperamento, la legge 83/2000 (che ha riformato la l. 146/1990) ha stabilito che le prestazioni indispensabili devono assicurare al massimo il 50% del funzionamento normale del servizio. Il personale comandato non deve superare il 30% dell’organico normalmente impiegato. Prima di pronunciarsi sull’idoneità, la CGS acquisisce il parere (necessario ma non vincolante) delle organizzazioni dei consumatori e degli utenti.
La valutazione di idoneità da parte della CGS non produce i suoi effetti sulle clausole di raffreddamento e conciliazione dei conflitti, le quali continuano a mantenere efficacia relativa. La valutazione si conclude con una proposta della CGS sulle prestazioni indispensabili che devono essere garantite in caso di sciopero. La proposta è rivolta alle parti sociali, che hanno 15 giorni di tempo per formulare le proprie osservazioni. Scaduto questo termine, la CGS ha a disposizione altri 20 giorni per emanare la regolamentazione, che è sempre provvisoria perché in qualsiasi momento può essere sostituita dall’accordo collettivo o dal codice di autoregolamentazione.

In origine la CGS era composta da 9 membri, poi ridotti a 5. I componenti sono scelti dai presidenti della Camera e del Senato tra esperti di diritto del lavoro e diritto costituzionale. La loro nomina avviene con decreto del presidente della Repubblica. Le delibere della CGS si configurano come atti amministrativi, pertanto assoggettate al controllo giudiziario da parte del giudice amministrativo. Fanno eccezione solo le decisioni in materia di sanzioni, sottoposte al controllo del giudice ordinario.
La CGS ha tre compiti principali: regolare il diritto di sciopero; sanzionare i comportamenti illeciti delle parti sociali e prevenire gli scioperi illegittimi.