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Efficacia dei contratti collettivi sulle prestazioni essenziali


La legge 146 del 1990 nulla dice in merito all’efficacia dei contratti collettivi che stabiliscono le modalità di sciopero dei pubblici servizi. Se lo facesse, d’altra parte, configgerebbe con l’articolo 39 della Costituzione, il quale riconosce la libertà di organizzazione sindacale.

Bisogna peraltro ritenere che i contratti collettivi per le prestazioni indispensabili sono applicabili erga omnes perché stipulati in base a una precisa delega disposta dal legislatore. I servizi pubblici non sono immodificabili, ma si modificano nel tempo: per questo motivo, le prestazioni indispensabili devono essere definite in maniera dinamica, continua.
La legge si concentra sull’individuazione del preavviso di sciopero, introducendo una regola obbligatoria non prevista per gli scioperi nel settore privato. Il preavviso di sciopero deve indicare la data, le motivazioni e la durata dello sciopero.
Il preavviso deve essere annunciato dai soggetti che proclamano lo sciopero. La legge parla di «soggetti» e non di sindacati perché, sulla base di quanto disposto dall’art. 40 Cost., tale prerogativa spetta a tutti, è efficace erga omnes.
Tale facoltà è individuale, ma le finalità che lo sciopero indetto deve perseguire sono sempre attinenti alla tutela di un interesse collettivo.

Il termine minimo per consentire alle pubbliche amministrazioni o agli enti privati che erogano il pubblico servizio è di dieci giorni. Ciò vuol dire che lo sciopero deve essere annunciato con un preavviso di almeno dieci giorni. Si ritiene, infatti, che questo sia il lasso di tempo minimo affinché gli enti eroganti possano a loro volta avvisare i propri utenti e provvedere a eventuali contromisure organizzative e logistiche. È inoltre possibile revocare la protesta entro cinque giorni dalla data in cui l’inizio dello sciopero è fissato.
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