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Articolo 33 della Costituzione italiana



L’art. 33.1 Cost., oltre a garantire la libertà dell’arte e della scienza, ne garantisce anche il libero insegnamento.
La libertà di insegnamento (o libertà nella scuola), come attività finalizzata all’educazione e alla diffusione della cultura, attiene sia ai mezzi sia ai contenuti dell’insegnamento stesso e gode di una tutela specifica rispetto alla libertà di manifestazione del pensiero.
Essa non è subordinata ai soli limiti previsti per la libertà di espressione: oltre al limite del buon costume, il suo esercizio deve tener conto di altri valori costituzionalmente tutelati, che assumono particolare rilievo considerata la delicatezza dei compiti educativi del docente (ad es. la pari dignità della persona umana). Non vi è invece un dovere di adesione all’ordinamento vigente che possa, se violato, comportare l’esclusione dall’insegnamento (come accade ad es. in Germania). La libertà di insegnamento riconosciuta al docente della scuola pubblica deve estrinsecarsi in un’attività tecnica, discrezionale nelle modalità, ma rispettosa degli obiettivi che il legislatore ha posto e rispetto ai quali la comunità nazionale deve sentirsi garantita. Più delicata è la questione per le scuole private, in quanto tale libertà deve conciliarsi con i percorsi formativi propri di quelle istituzioni scolastiche.

La Costituzione affida allo Stato il compito non solo di stabilire le «norme generali sull’istruzione», ma anche di istituire «scuole statali per tutti gli ordini e gradi» (art. 33.2), prevedendo inoltre «un esame di stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi» (art. 33.5). Il diritto di istituire «scuole e istituti di educazione» è parimenti riconosciuto a enti e privati (art. 33.3). Le scuole private hanno il diritto di ottenere la parità con quelle pubbliche: ad esse la legge assicura «piena libertà» e ai loro alunni «un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali» (art. 33.4).
Accanto alla libertà nella scuola è dunque prevista la libertà della scuola: non solo nel senso che possono coesistere scuole private e scuole pubbliche (e scuole private parificate), ma anche che l’alunno è libero di scegliere fra scuola pubblica e scuola privata.
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