Concetti Chiave
- La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, approvata nel 1789, è un documento chiave della Rivoluzione francese che promuove i diritti inalienabili dell'individuo.
- Essa afferma che tutti gli uomini nascono liberi e uguali, enfatizzando la libertà, la proprietà, la sicurezza e il diritto alla resistenza contro l'oppressione.
- La libertà è definita come l'assenza di danno agli altri, e lo Stato deve garantire questa libertà senza favoritismi, mantenendo la libertà 'naturale'.
- Il diritto sacro alla proprietà privata è considerato essenziale per la libertà individuale, con la legge che funge da espressione della volontà generale.
- Dopo il 1789, la legge diventa un comando assoluto che tutti devono rispettare, influenzata dalla filosofia illuminista che promuove l'uguaglianza tra individui e avverte contro il potere oppressivo dello Stato.
Che cos'è la dichiarazione dei diritti?
"La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadin"’ costituisce uno dei documenti più significativi della Rivoluzione francese. Approvata dall’Assemblea Costituente il 26 agosto 1789, si ispira alla Dichiarazione d’indipendenza americana e ne ripropone i valori illuministi, esaltando i diritti inalienabili dell’uomo. Ciò venne utilizzato come preambolo della Costituzione al fine di esprimerne il significato essenziale. Come è scritto nell’art. 16, “Le società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non hanno costituzione”: la rivoluzione ha portato, infatti , alla liberazione della società dall’oppressivo atteggiamento dell’Ancien Regime, e così ad un’autonomia sociale dall’intervento dello Stato.
Fino a quel momento sono stati conosciuti solamente i privilegi dei ceti più elevati ed i diritti feudali dei proprietari terrieri; attraverso la Dichiarazione viene ad imporsi una nuova chiave di lettura del mondo moderno: i contenuti rivoluzionari sono enunciati nell’art.1 che afferma ‘gli uomini nascono e restano liberi e uguali nei loro diritti, che sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione’.
Libertà e proprietà privata
La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non danneggia gli altri. Perciò lo Stato deve limitarsi a garantire l’esercizio della libertà, senza intervenire a favore di uno o dell’altro, salvaguardando la libertà ‘naturale’.
A condizione di questo diritto, ne fu proclamato un altro, quello sacro della proprietà privata. Infatti l’uomo che non fosse riuscito a soddisfare autonomamente i propri bisogni materiali non era considerato libero. Questa libertà era però controllata dalla legge che nell’art.6 è presentata come espressione della volontà generale.
Legge e filosofia illuminista
A partire dal 1789 la legge non è più l’accordo/contratto(patto) particolare tra il sovrano ed i suoi sudditi, come nell’Antico Regime, ma è una sorta di comandante assoluto, che costringe tutti ad osservarlo.
Alla base di tale concezione è evidente il contributo della filosofia illuminista, chiaramente individualista, che vede la società, intesa come insieme di rapporti tra individui uguali, un bene tanto quanto lo Stato un male potenziale, dal momento che potrebbe comprimere i diritti dei singoli, non lasciandoli liberi di esprimere la propria energia.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino nella Rivoluzione francese?
- Qual è il legame tra libertà e proprietà privata secondo la Dichiarazione?
- Come cambia la concezione della legge a partire dal 1789?
La Dichiarazione, approvata il 26 agosto 1789, rappresenta un documento fondamentale che esalta i diritti inalienabili dell’uomo, ispirandosi ai valori illuministi e fungendo da preambolo alla Costituzione, come evidenziato nell’art. 16.
La libertà è definita come la possibilità di agire senza danneggiare gli altri, mentre la proprietà privata è considerata un diritto sacro, essenziale per la libertà dell'individuo, come affermato nell'art. 6, dove la legge è vista come espressione della volontà generale.
La legge diventa un comando assoluto che deve essere rispettato da tutti, superando l'idea di un contratto tra sovrano e sudditi tipica dell'Antico Regime, influenzata dalla filosofia illuminista che promuove l'individualismo e la libertà dei diritti.