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Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino


"La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadin"’ costituisce uno dei documenti più significativi della Rivoluzione francese. Approvata dall’Assemblea Costituente il 26 agosto 1789, si ispira alla Dichiarazione d’indipendenza americana e ne ripropone i valori illuministi, esaltando i diritti inalienabili dell’uomo. Ciò venne utilizzato come preambolo della Costituzione al fine di esprimerne il significato essenziale. Come è scritto nell’art. 16, “Le società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non hanno costituzione”: la rivoluzione ha portato, infatti , alla liberazione della società dall’oppressivo atteggiamento dell’Ancien Regime, e così ad un’autonomia sociale dall’intervento dello Stato.
Fino a quel momento sono stati conosciuti solamente i privilegi dei ceti più elevati ed i diritti feudali dei proprietari terrieri; attraverso la Dichiarazione viene ad imporsi una nuova chiave di lettura del mondo moderno: i contenuti rivoluzionari sono enunciati nell’art.1 che afferma ‘gli uomini nascono e restano liberi e uguali nei loro diritti, che sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione’.
La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non danneggia gli altri. Perciò lo Stato deve limitarsi a garantire l’esercizio della libertà, senza intervenire a favore di uno o dell’altro, salvaguardando la libertà ‘naturale’.
A condizione di questo diritto, ne fu proclamato un altro, quello sacro della proprietà privata. Infatti l’uomo che non fosse riuscito a soddisfare autonomamente i propri bisogni materiali non era considerato libero. Questa libertà era però controllata dalla legge che nell’art.6 è presentata come espressione della volontà generale.
A partire dal 1789 la legge non è più l’accordo/contratto(patto) particolare tra il sovrano ed i suoi sudditi, come nell’Antico Regime, ma è una sorta di comandante assoluto, che costringe tutti ad osservarlo.
Alla base di tale concezione è evidente il contributo della filosofia illuminista, chiaramente individualista, che vede la società, intesa come insieme di rapporti tra individui uguali, un bene tanto quanto lo Stato un male potenziale, dal momento che potrebbe comprimere i diritti dei singoli, non lasciandoli liberi di esprimere la propria energia.
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