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Dichiarazione dei diritti umani

Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò la Dichiarazione universale dei diritti umani.
Da quel giorno vi fu’, quindi, un documento concreto che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni di alcun tipo, in cui vi era scritto che vi sono dei diritti di cui ogni essere umano deve essere a conoscenza per poterne godere.
Eppure questa dichiarazione tutt’oggi non è ancora messa in pratica, perché ancora troppo sconosciuta.
E’ inutile, infatti, parlare di un mondo in cui tutti gli individui umani vivono sullo stesso piano in termini di uguaglianze. Com’è, inoltre, inutile parlare di libertà di parola oltre a vederla come la più alta aspirazione dell’uomo.
Leggendo gli articoli del documento, uno ad uno, inevitabile è porsi la domanda: com’è possibile?
Com’è possibile che la maggior parte di questi siano violati ogni giorno in ogni città? Com’è possibile che questo documento è come se non fosse mai stato fatto e fosse invisibile a tutti? Com’è possibile che la maggior parte del popolo non ne sia a conoscenza?
Ci sarebbero moltissime argomentazioni e fatti per parlare di tutto ciò che viene ignorato nonostante l’esistenza di questo documento, ma mettiamo un attimo da parte tutto ciò e capiamo dove sta il problema di fondo, oltre alla poca conoscenza di questa dichiarazione, partendo da un articolo.
ARTICOLO 10: Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonchè della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Si parla, qui, di tribunali, edifici in cui si amministra la giustizia, ed ogni giorno, avvengono processi e processi nelle più diverse città. In esso le leggi sono fondamentali, vengono sempre prese in considerazione, per arrivare poi ad un verdetto finale. All’interno di questo edificio sono, quindi, rispettati tutti i diritti umani ed ogni individuo può, secondo l’articolo 10 (soprascritto) usufruire di esso. Ma, al di fuori di questo, quante persone piangono sotto una coperta la sera?! Quante persone rimangono in silenzio a subire degli atti di bullismo, con la paura di parlare che gli scorre nelle vene, quanti bambini, quanti ragazzi?!
Purtroppo ieri, come oggi gli atti di bullismo di diversi livelli sono presenti in tutto il mondo, tanto da esser diventata una cosa “normale”, da temere, tanto da riuscire a passare di fianco a una cerchia di ragazzi intorno a un individuo indifeso e stare zitti, cercare di passare inosservati, per paura.
Davanti a un tribunale sembra tutto passare per il meglio, chi ha ragione lo dimostra e all’altro viene determinata la propria accusa penale, ma quanti silenzi stanno intorno a tutto ciò!

Quanti atti non vengono pubblicizzati, e pur avendo testimoni rimangono come fantasmi, presenti nei volti delle vittime, ma invisibili agli occhi altrui.
Nell’aria è, ormai, segnata una brezza di una libertà limitata per tutti, di poca tranquillità da parte di una madre verso il proprio figlio e di un infinito silenzio che ormai avvolge il mondo, pieno di segreti e lacrime nascoste.

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