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Sistema europeo di tutela dei diritti


La convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) è un documento fondamentale per la tutela dei diritti. L’elemento più rilevante della Cedu è il sistema di tutela giurisdizionale davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Istituita nel 1959, i suoi poteri sono stati ridisegnati dal protocollo n.
11, entrato in vigore il 1o novembre 1998, e dal protocollo n. 14, entrato in vigore il 1o giugno 2010. In base ad essi, la Corte può essere adita non soltanto dagli stati ma anche tramite ricorsi individuali, attivabili direttamente da persone fisiche, organizzazioni non governative o gruppi di privati contro uno stato contraente. Tali ricorsi, però, possono essere presentati solo dopo che si siano esauriti tutti i rimedi interni allo stato contro il quale si agisce. Dal 1959 al 1998 la Corte si era pronunciata su 837 casi; dal 1999 al 2017 i casi decisi sono stati 19.801. Le pronunce che hanno riguardato l’Italia sono state 2.382. La Corte ha condannato il nostro paese in 1.819 casi, il più delle volte per la violazione dell’art. 6 Cedu sul diritto a un equo processo (in particolare, la violazione del termine ragionevole di durata del processo ha rappresentato metà delle condanne).

La tutela dei diritti è anche oggetto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Cdfue). Dopo il Trattato di Lisbona la Carta, ora espressamente richiamata dall’art. 6 Tue, ha acquisito lo stesso valore giuridico dei trattati. Il richiamo nell’art. 6 Tue ai diritti garantiti dalla Cedu e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli stati membri risale invece al Trattato di Maastricht, che a sua volta fece propria la giurisprudenza sviluppata dalla Corte di giustizia. Anche se i trattati istitutivi delle Comunità europee non contenevano alcun riferimento alla tutela dei diritti, la Corte di giustizia (a partire dalle sentenze Stauder, causa 29/69, del 1969, Internationale Handelsgesellschaft, causa 11/70, del 1970 e Nold, causa 4/73, del 1974) si era assunta il compito di consolidare e ampliare i principi generali del diritto comunitario, ricomprendendovi appunto i diritti fondamentali ricavati dalle tradizioni costituzionali degli stati membri e dai trattati internazionali, in particolare la Cedu.
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