Caratteristica che talvolta viene associata alle norme giuridiche.
Defettibilità è la traduzione italiana del termine defeasibility, ovvero defettibilità. In inglese è solo un termine del lessico giuridico, invece in italiano è un termine artificiale introdotto dalla teoria del diritto per spiegare determinate situazioni, quando una norma è soggetta a eccezioni implicite, non previste da altre norme dell'ordinamento.

Il termine appare nell'era moderna nella trattazione teorico giuridico moderna nel 1949 nel saggio di Herbert Hart, nello scritto "Ascription of responsibility and rights", e riprende il termine per denotare dei concetti che si trovano negli enunciati che scrivono posizioni di responsabilità o di diritto soggettivo, volendo sottolineare la superabilità di queste ascrizioni. Diritti/doveri/poteri che sono superabili, vuole sottolineare la superabilità di queste ascrizioni.

Questi concetti denotano situazioni giuridiche soggettive superabili, ribaltabili, questo termine riappare successivamente nello studio del ragionamento ordinario, attorno agli anni 70-80-90, gli studiosi di logica del ragionamento cominciano a notare che le premesse che utilizziamo nel ragionamento di tutti i giorni sono superabili. Noi basiamo i nostri ragionamenti non su enunciati universali ma su generalizzazioni, me generalizzando corriamo il rischio di includere dei casi che in realtà non sarebbero inclusi.

Esempio l'acqua bolle a 100 gradi. Se cambio le condizioni esterne questo non è vero.

La defettibilità è la possibilità di sostenere che la conclusione a cui si perviene a partire da una certa premessa costituita da una generalizzazione, non vale per quel caso.

Si riprende il concetto di defettibilità in un'epoca più antica, appare il concetto NON il termine, in Aristotele, in cui dice che il nostro ragionamento ordinario si basa su generalizzazioni, su premesse che possono essere smentite in alcuni casi che non rientrano nella generalizzazione. Aristotele vede il problema sia in campo descrittivo che normativo.
Nota che le premesse costituite da generalizzazioni possono essere smentite in entrambi i casi.
Aristotele parla delle norme generali ed astratte, soggette ad eccezioni implicite, perché il legislatore non si sottare necessariamente ai principi di giustizia del caso concreto e tali principi di giustizia del caso concreto possono condurre a smentire la norma generale e astratta, trovando un caso in cui la norma non si debba applicare. Questa tesi è stata ripresa nel 1930 da David Ross, teorico della morale, che criticando Kant riprende questa tesi.

Anche le norme generali e astratte sono soggette ad eccezioni, non valgono per tutti i casi. Noi ragioniamo per generalizzazioni che sono soggette a generalizzazione implicite che diamo per scontato quando parliamo.

Questo aspetto delle premesse di sostituire da generalizzazioni, ha richiesto ai teorici del ragionamento di capire in che cosa consistesse dal punto di vista della ricostruzione del ragionamento questo aspetto di defettibilità. È stato sostenuto che questo aspetto fosse costituito dal rigetto del principio della monotonia, "dato un insieme di premesse che conducono a una determinata conclusione se noi aggreghiamo nuove premesse, cioè formiamo un super insieme, un sovra insieme, possiamo continuare a derivare la conclusione che potevamo derivare dall'insieme originario".
Aggiungo informazioni ovvero nuove premesse e continuo a derivare la stessa conclusione.

Si può applicare anche in ambito normativo. La condizione che si trova in un certo enunciato è sufficiente per l'applicazione di quell'enunciato. Se scaldo l'acqua a 100 gradi allora l'acqua bolle, ho determinato a condizione per applicare quell'enunciato. Con la defettibilità si dice che il principio di monotonia non vale, se aggiungiamo premesse la conclusione non si può più derivare.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email