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Le Costituzioni nazionali



In questo mutato contesto appare evidente come il diritto costituzionale svolga un ruolo fondamentale arrivando sempre di più a trasformarsi in un diritto costituzionale aperto. Per capire cosa si intende con questa espressione, si deve partire dal fatto che il diritto pubblico, in origine, è stato il più statalista dei diritti, essendo la sua sorgente nel nucleo interno della sovranità.
Ora la situazione è cambiata e questo stesso, tra tutti i “diritti interni”, è forse il più aperto alla sovranazionalità. Le Costituzioni nazionali, infatti, costituiscono tessere di un mosaico che forma un quadro di portata universalistica, che esse alimentano e da cui sono alimentate. Un costituzionalismo nazionale, limitato dai confini delle sovranità degli Stati, non avrebbe più senso. Il mondo giuridico moderno, alla fine, è costretto a emanciparsi dal territorio che, per molto tempo, è stato la sola dimensione in cui i fatti sociali assumevano senso e valore. Ora ci sono atti e accadimenti di natura politica, culturale, economica, tecnologica e ambientale che risuonano nelle Costituzioni locali, ma hanno portata universale. esempio Si pensi ai principi costituzionali del diritto alla vita, alla dignità, all’uguaglianza o, in generale, ai diritti umani e alla necessità di tutelarli a prescindere dal dato nazionale. A tutela di questo nuovo sistema si pongono le giurisprudenze, sia nazionali che, soprattutto, internazionali, le quali diventano regolatrici dei rapporti tra i diversi livelli di governo, statale e internazionale. Inoltre, esse svolgono un ruolo nella “produzione” di norme fondandosi sul riconoscimento di un sistema di principi e di valori fondamentali, fino a creare un tessuto comune.
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