Mongo95 di Mongo95
Ominide 2075 punti

Sono atti aventi forza di legge, cioè hanno la possibilità di innovare il diritto oggettivo, anche nel senso di imporre nuove regole alla società, eventualmente abrogandone di vecchie (profilo attivo), nonchè la capacità di resistere a normative di livello inferiore (principio passivo). Anche il popolo c'è l'ha indirettamente, con lo strumento del referendum, che ha funzione abrogativa.

Legge delega e Decreto Legislativo

Approvando una legge delega le Camere possono attribuire al Governo il proprio potere legislativo. Per farlo è necessaria una legge formale. La delega può essere conferita solo al Governo, con un oggetto definito (materia), ambito temporale limitato e principi e criteri direttivi. A questo punto il Governo può procedere con decreto legislativo. Il decreto legislativo è dovuto all'esistenza di materie complesse che hanno bisogno di argomentazione dettagliata, così che il Parlamento non ne debba stabilire ogni dettaglio, ma lo delega al Governo, decidendo soltanto sui principi base. Il decreto legislativo è un atto con forza di legge emanato dal Governo in esercizio della delega conferitagli dalla legge. La procedura vuole una delibera del Consiglio dei Ministri, seguita dall’emanazione del Presidente del Consiglio.

Decreto Legge

È un atto con forza di legge che il Governo può adottare in “casi straordinari di necessità è urgenza”, come eventi naturali catastrofici, crisi finanziarie, adeguamenti all’ordinamento comunitario, eccetera. Si procede con deliberazione del Consiglio dei Ministri, a cui segue l’emanazione del Presidente della Repubblica. Il decreto viene immediatamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e viene immediatamente presentato alle Camere. Qui esso viene convertito in legge (entro 60 giorni) in sede di conversione. Il Parlamento, per farlo, vara una “legge di conversione”.
Se un decreto legge non viene convertito, perdono di efficacia in modo retroattivo (decade). Il Parlamento però può approvare una “legge di sanatoria” per gli effetti del decreto legge decaduto. È possibile che avvenga la reiterazione, cioè il Governo emana un nuovo decreto legge che riproduce quasi perfettamente quello decaduto (o scaduto) e ne sana così gli effetti. In questo modo, teoricamente, il Governo potrebbe appropriarsi della funzione legislativa in modo indeterminato. Infatti la Corte Costituzionale ha proibito la reiterazione (1996). Si ha un “abuso” quando vengono presentati dei decreti legge per urgenze generiche che sconsigliano la via legislativa ordinaria.
[h2]Referendum[/h3]
Essendo l’Italia una democrazia rappresentativa, la funzione legislativa spetta al Parlamento, non direttamente al popolo. È però prevista anche qualche forma di democrazia diretta: il popolo, attraverso il referendum, può controllare che le scelte fatte dal Parlamento corrispondano alla volontà popolare, abrogando le leggi parlamentari.
A) Referendum abrogativo di leggi statali
È la sottoposizione al voto popolare di uno o più quesiti relativi all’abrogazione totale/parziale di una legge già in vigore. L’iniziativa di referendum spetta a 500mila elettori oppure a 5 Consigli regionali (principio autonomistico). Il referendum abrogativo è limitato, non può decidere su leggi tributarie e di bilancio, amnistia ed indulto, autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Esistono anche dei limiti procedurali, cioè il doppio quorum: quorum strutturale (partecipativo, affinchè il referendum sia valido devono votare il 50%+1 degli aventi diritto) e quorum relativo alla maggioranza dei voti (l’opzione vincitrice deve ottenere il 50%+1 dei voti validamente espressi).
a) La Corte di Cassazione controlla che il referendum sia conforme alla legge (numero di firme, tipo di atto da abrogare, unificazione dei quesiti omogenei) --> giudizio di legittimità
b) La Corte Costituzionale controlla che non siano violati dei limiti fissati dalla Costituzione oppure altri limiti stabiliti dalla Corte stessa --> giudizio di ammissibilità
È il Presidente della Repubblica ad indicare la data del voto, che deve cadere in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Se viene approvata l’abrogazione parziale/totale della legge, si ha la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e gli effetti decorrono dal giorno successivo.
Se non è approvata l’abrogazione non è possibile riproporre il referendum per un periodo di 5 anni.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email