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Canto XI - Paradiso

Si svolge nel cielo del Sole, ove risiedono gli spiriti sapienti

Si tratta di uno dei due canti gemelli, insieme al dodicesimo, che trattano uno dei due ordini religiosi (Domenicano e Francescano) lodandoli, ma nello stesso tempo espongono la decadenza presente degli stessi.
In questo troviamo Tommaso d’Aquino, appartenente all’ordine Domenicano, che descrive la vita di Francesco d’Assisi, fondatore dell’ordine Francescano, e poi espone la decadenza di quello Domenicano.

Dante condanna coloro che si affannano per i beni materiali terreni, dimenticandosi di pensare alla gloria eterna. Tra di essi troviamo anche molti esponenti della Chiesa stessa: gli ambienti ecclesiastici hanno una forte corruzione.

La corona dei beati spiriti che si trova ne cielo del Sole, dopo aver compiuto un giro di danza, si ferma e l’anima di San Tommaso scorge in Dante due dubbi (il primo presente nel X), ai quali risponde spiegando a Dante che Dio, per il bene della Chiesa, dispose due guide, San Francesco e San Domenico, i fondatori dei due grandi ordini del XII secolo, con lo scopo di contrastare la corruzione della Chiesa.

Il gesto provvidenziale di Dio diede quindi vita ai due ordini, devoti rispettivamente alla carità e alla sapienza.

San Tommaso inizia quindi a esporre le virtù e l’opera di San Francesco: dapprima ricorda la rinuncia di Francesco ai beni terreni per abbracciare l‘assoluta Povertà rimasta priva del primo marito, Cristo (personificazione nella sua sposa [la donna sua più cara]) e i suoi primi seguaci, come Bernardo di Quintavalle, Egidio, Silvestro
A Roma il frate ottiene poi l’approvazione dell’ordine da Innocenzo III e poi da Onorio III.
In Siria tenta invano di diffondere il Cristianesimo tra i musulmani e, tornato in Italia, sul monte Verna ottiene, due anni prima della morte (avvenuta nel 1226) le stigmate (analogia tra Francesco e Cristo).

San Tommaso elogia poi brevemente anche San Domenico, giudicandolo degno successore di Francesco, ma dichiara che i Domenicani contemporanei di Dante hanno perso lo spirito che animava il fondatore dell’ordine. Ecco la spiegazione della frase su cui Dante era rimasto in dubbio: i Domenicani sono come pecore che ingrassano (s’impingua) solo quando non si allontanano dalla regola del fondatore per cercare pascoli strani (si vaneggia).
Il secondo dubbio verrà poi trattato nel XIII canto

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