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Analisi del canto 11 del Paradiso

Premessa: dopo l’incontro con Carlo Martello d’Angiò (Canto IX) nel cielo di Venere, parlando col quale Dante affronta i temi della degenerazione familiare, delle differenze individuali, della provvidenza e del libero arbitrio, il poeta si lascia alle spalle gli spiriti amanti per entrare nel quarto cielo (Canto X), quello del Sole, nel quale risiedono gli spiriti sapienti, che hanno agito bene per la Chiesa. Essi sono disposti in tre corone concentriche e danzano e cantano intorno a Dante e a Beatrice. Dante intrattiene un discorso con S. Tommaso d’Aquino, che gli farà sorgere due dubbi, spiegati nei due canti successivi. I versi 94-96: “Io fui de li agni de la santa greggia che Domenico mena per cammino u’ ben s’impingua se non si vaneggia” presentano S. Tommaso come un seguace dell’ordine domenicano, ordine per il quale ci si arricchisce molto solo se non ci si allontana dalla strada indicata dal Santo per inseguire falsi beni mondani; i versi 112-114: “entro v’è l’alta mente u’ si profondo saver fu messo, che, se ’l vero è vero, a veder tanto non surse il secondo” che presenta la figura del re Salomone come l’uomo più saggio di sempre (in seguito si chiarirà che è il più saggio tra i re e non tra gli uomini).

Riassunto
Dante svolge un’invettiva contro gli uomini che cercano i beni mondani, non pensando al vero bene spirituale. S. Tommaso riprende a parlare, scorgendo in Dante due dubbi riguardanti le sue parole nel canto precedente e si appresta a spiegare il primo (v.94), iniziando dicendo che la Provvidenza mandò sulla terra due grandi santi, S. Domenico e S. Francesco, per aiutare la Chiesa nel suo cammino difficoltoso; inizia così un panegirico di S. Francesco, nel quale vengono raccontati il luogo di nascita, la conversione giovanile, il simbolico e mistico matrimonio con la Povertà, la formazione del primo gruppo di discepoli dell’ordine francescano, le due udienze papali che riconobbero l’ordine ufficialmente, la sua predicazione in Oriente, l’eremitaggio sul monte Verna ed il periodo delle stigmate, per finire con la morte del santo in umiltà e povertà totali. La gloria di S. Francesco richiama alla mente di Tommaso la figura di S. Domenico, così che comincia un’invettiva contro i domenicani corrotti, interessati ai beni terreni ed irrispettosi del loro fondatore. Ciò chiarisce il primo dubbio di Dante, in quanto la regola domenicana predica l’arricchimento spirituale a patto della rinuncia alla ricerca dei piaceri effimeri.

Funzione
Elogio dell’ordine francescano e critica alla corruzione umana, in perfetta simmetria con il canto successivo. Entrambi rappresentano il culmine della visione dantesca della Chiesa; l’intero panegirico è effettuato da un domenicano per rappresentare l’umiltà.

Luogo
Cielo Quarto (Sole), spiriti sapienti.


Personaggi in azione
- Dante: dubbioso; avverte la progressiva beatitudine che coinvolge anche lui; manifesta la difficoltà di comunicazione con le anime beate.
- Beatrice: simbolo di Teologia, Sapienza e Santa Scrittura
- Tommaso d’Aquino: nasce a Roccasecca nel 1225, nella famiglia dei conti d’Aquino. Entra nell'ordine domenicano, svolge un apprendistato a Parigi e a Colonia, dopodiché insegna a Parigi, Roma e Napoli. Ricco di fervore religioso contro ogni tipo di eresia, combatte per le proprie convinzioni filosofiche aristoteliche. Muore dopo una malattia (accusato Carlo I d’Angiò) durante il viaggio verso Lione, convocato da Gregorio X per il Concilio, nel 1274, a Fossanova. Considerato il maggiore teologo e filosofo medievale, lascia un’enorme quantità di opere, influenzando notevolmente anche Dante.

Personaggi citati
- S. Francesco
- S. Domenico
- Ubaldo Baldassini (vescovo di Gubbio)
- Maria
- Cristo
- Bernardo da Quintavalle (nobile d’Assisi, primo degli undici discepoli originari di S. Francesco, lo seguì scalzo dopo aver donato tutti i suoi averi ai poveri)
- Egidio (convertito)
- Silvestro (convertito)
- Pietro Bernardone (lanaiolo di Assisi, padre di S. Francesco)
- Papa Innocenzo III (massima affermazione politica della Chiesa1210 concede l’approvazione all’ordine francescano)

- Papa Onorio III (tenta di conciliare l’urto tra Comuni italiani e Federico II; nel 1218 sancisce l’ordine domenicano; nel 1223 sancisce definitivamente l’ordine francescano)

Luoghi e episodi storici e/o mitologici citati
- Crocifissione di Cristo
- Eremitaggio di Ubaldo Baldassini
- Approvazione dell’ordine francescano da parte di Innocenzo III e Onorio III
- Episodio delle stigmate di S. Francesco

Tempo
Mercoledì 13 aprile 1300.

Argomenti
- Tema della Provvidenza
- Tema delle nozze mistiche (Chiesa-Cristo; S. Francesco-Povertà)
- Tema della famiglia
- Tema della conversione
- Tema dell’ineffabilità e difficoltà di comunicazione
- Tema agiografico
- Tema della luce e beatitudine
- Tema della grazia divina
- Tema del canto
- Tema della corruzione
- Tema della fede
- Tema della povertà
- Tema della Chiesa

Simboli e allegorie
- Civil negozio-->Roberto d’Angiò; riferimento alla condanna all'esilio da Firenze e a morte di Dante.
- Beatrice-->Teologia, Sacra Scrittura, Sapienza
- Candeliere-->Cerchio di anime
- Candela-->Beatrice
- Alto monte-->Massiccio del Subasio
- Sole-->S. Francesco
- Grave giogo-->riferimento politico al dominio tirannico dei Perugini/Roberto d’Angiò
- Capestro--> promessa di fedeltà
- Meglio in gloria del ciel si canterebbe--> 3 interpretazioni:
1) Vita del santo più adatta ad essere esaltata come grazia divina e non come gloria del santi
2) Vita del santo più adatta ad essere cantata dai cori angelici piuttosto che dai frati mortali

3) Vita del santo più adatta ad essere cantata dai cori empirei piuttosto che da Tommaso solo

Aspetti stilistici e retorici
- Tono molto alto
- Anafora ai vv. 4-9 (chi)
- Latinismo al v. 4 (iura)
- Antitesi al v. 10 (quando)-->accentuare la lontananza e la purezza di Dante rispetto ai terrestri
- Similitudine al v. 15-->il cerchio di anime si ferma come una candela nel candeliere
- Similitudine ai vv. 19-21-->S. Tommaso vede i dubbi di Dante osservando la fiamma divina, così come egli risplende della stessa fiamma.
- Latinismi ai vv. 22, 24, 27 (ricerna, sterna, uopo)-->elevare il tono
- Metafora al v. 31--> Amato = Cristo
- Perifrasi nella perifrasi al v. 32-->Sposa= Chiesa; Colui che la sposò=Cristo
- Metafora al v.35-->principi = S. Francesco e S. Domenico
- Perifrasi nella perifrasi ai vv. 43-44-->Acqua= fiume Chiascio; colle eletto da Ubaldo = Colle di Gubbio
- Similitudine ai vv. 50-51-->Come il sole sorge dal Gange, S. Francesco nasce per gli uomini
- Metafora al v. 54-->Oriente = luogo della nascita del Sole-->di S. Francesco
- Latinismo al v. 55-->Orto=Nascita
- Metafora al v. 58-->Donna=Povertà (Non rivelataSuspense)
- Similitudine al v. 59--> La morte è ripudiata dalla maggior parte degli uomini, così come la povertà
- Perifrasi al v. 64-->Primo marito=Gesù
- Perifrasi al v. 69-->Colui che fa paura a tutto il mondo = Cesare
- Latinismo al v. 97 (redimita)
- Grecismo al v. 99 (archimandrita)
- Perifrasi al v. 102--> li altri che ‘l seguiro= apostoli di Cristo
- Metafora al v. 105-->Frutto de l’italica erba = fertilità del territorio italico

- Perifrasi al v. 106-->Monte Verna
- Perifrasi al v. 113 -->donna cara=Povertà
- Perifrasi al v. 115-->grembo della povertà = terra
- Latinismo al v. 115 (preclara)
- Metafora ai vv. 119-20-->Pietro=Chiesa
- Metafora ai vv. 118-123-->Barca=comunità religiosa
- Antitesi al v. 124
- Latinismo al v. 124 (Pecuglio)
- Metafora ai vv. 124-129 -->gregge di discepoli che perseguono la mondanità e tornano privi della dolce dottrina (latte)
- Metafora al v. 132 (poche cappe confezionabili = pochi fedeli a S. Domenico)
- Metafora al v. 137-->Pianta=ordine domenicano; Scheggia = corruzione

Riferimenti letterari e culturali
- Filosofia di S. Tommaso
- Pharsalia di Lucano (Cesare incontra Amiclate e la sua sicurezza nella povertà lo spiazza)

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