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Carbonio e i suoi legami
I legami che uniscono gli atomi nei composti organici sono legami covalenti. Si pensava che, negli organismi viventi gli atomi, fossero Uniti da una forza sconosciuta detta vis vitalis. Il chimico Friedrich Wöhler ottenne il laboratorio una sostanza organica, l'urea, a partire da un composto inorganico.
Il carbonio è il secondo elemento a formare il maggior numero di composti. È un non metallo. Ha un'alta capacità di formare legami covalenti con altri atomi di carbonio. Forma così delle catene carboniose di varie lunghezze. Possono essere lineari o ramificate, aperte o chiuse ad anello. Una molecola organica comprende una catena idrocarburica (scheletro carbonioso). A questa si aggiungono uno o più gruppi funzionali. In ogni molecola, ciascun atomo di C instaura quattro legami covalenti con altri atomi.
Legami covalenti sigma e pi greco
Si instaura tra due atomi già uniti da un legame sigma, formando così legami doppi e tripli.
Ibridazione del carbonio e geometria delle molecole
Il C possiede 6 elettroni e ha 4 elettroni di valenza.
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Teoria dell'ibridazione: prima di instaurare il legame, gli orbitali atomici puri si trasformano in orbitali ibridi. Questi ultimi sono il risultato della combinazione di due o più orbitali atomici dello stesso atomo.
Il legame σ si forma a partire da orbitali ibridi. Il legame π si forma a partire da orbitali non ibridi di tipo p.
Gli orbitali ibridi hanno uguale forma ed energia. Si dispongono in modo da minimizzare l’energia di repulsione tra gli elettroni di legame, rendendo uguali le reciproche distanze tra essi (è possibile prevedere la disposizione geometrica degli atomi legati al C in base al numero di legami σ intorno a ogni atomo di C).
Libertà di rotazione
Allo stato liquido e aeriforme la catena può rotare su se stessa intorno ai legami semplici (a causa dell’agitazione termica). La rotazione intorno al legame doppio non avviene a meno che non si rompa il legame π.
Catene carboniose
I composti organici vengono classificati in base alla presenza di legami doppi o tripli nello scheletro carbonioso.