Video appunto: Atomo, modelli atomici e isotopi

Elemento chimico diverso dall’atomo



Elemento chimico: raggruppamento di atomi che hanno uguale comportamento chimico (non sempre sono atomi identici; isotopi)

Prozio, Deuterio, Trizio: sono tutti atomi di idrogeno, hanno uguale numero atomico, uguale comportamento chimico, ma diverso numero di neutroni; sono detti isotopi dell’idrogeno

In questi isotopi sono uguali il numero di elettroni (1) e di protoni (1), cambiano solo i numeri dei neutroni (prozio 0, deuterio 1, trizio 2)

Isotopi: atomi che differiscono per il numero di neutroni

X: elemento chimico

A (in alto a sinistra della X): numero di massa o peso atomico; rappresenta la somma dei numeri di neutroni e protoni nel nucleo (adroni).
Dal momento che esistono degli isotopi per trovare il numero di massa si fa la media ponderata fra i numeri di massa degli isotopi (peso atomico = moltiplichiamo l’abbondanza in percentuale del primo isotopo per la sua massa atomica e sommiamo il risultato con i valori trovati dagli altri isotopi)

Z (in basso a sinistra della X): numero atomico; numero intero che rappresenta numericamente il numero di protoni contenuti nel nucleo; numero di protoni coincide con numero di elettroni (poiché neutro). Es. Deuterio ha come numero atomico 1, perché ha un solo protone nel suo nucleo

Isotopi: atomi con uguale numero atomico (Z) ma diverso numero di neutroni (e dunque con massa atomica (A) diversa)

L’atomo è formato da fermioni: particelle dotate di massa che rispondono al principio di esclusione di Pauli, secondo il quale due fermioni, nello stesso momento, non possono occupare lo stesso stato quantico

Bosoni: particelle non dotate di massa

I fermioni si dividono in:

Leptoni: più leptoni formano elettroni
Quark: più quark formano neutroni e protoni

Modelli atomici



Modello a panettone (1904), Modello di Thomson: definire l’atomo come una parte di spazio costituita da una grande massa positiva entro la quale si trovano sparsi gli elettroni
Modello planetario (1911), Modello di Rutherford: Rutherford bombarda una lamina d’oro con delle particelle e nota che alcune particelle rimbalzano contro la lamina. Stando al modello di Thomson questo non sarebbe potuto essere previsto, infatti se esso fosse stato vero, nessuna parte all’interno dell’atomo avrebbe avuto una massa così concentrata da far rimbalzare le particelle. Perciò, Rutherford, afferma che tutta la massa dell’atomo è concentrata in un solo punto, così denso da essere capace di far rimbalzare alcune particelle sparate contro l’atomo. Descrive quindi l’atomo come una massa piccolissima, concentrata attorno alla quale orbitano gli elettroni (non studia in che modo orbitano)
Modello di Bohr
Modello di De Broglie
Modello di Bohr: Bohr descrive questo modello dalle analisi sperimentali sull’atomo di idrogeno, con cui i suoi dati son in accordo. Il suo modello, però, considera l’elettrone come una particella e non come un’onda.

Bohr scopre serve una quantità precisa di energia da fornire all’atomo per farlo passare al livello energetico successivo.