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Concetti Chiave

  • Il processo di industrializzazione in Italia portò alla costruzione di centrali idroelettriche e a un notevole incremento dell'industria chimica e meccanica, con un forte sviluppo nel Triangolo industriale.
  • Le proteste popolari durante la Grande Depressione furono represse brutalmente, culminando in un tentativo di restaurazione autoritaria e nella chiusura di mezzi di comunicazione.
  • Giolitti, come ministro degli Interni, introdusse importanti riforme sociali che migliorarono le condizioni lavorative e promuovevano il diritto alla maternità per donne e bambini.
  • Il governo di Giolitti vide la divisione del Partito socialista in riformisti e rivoluzionari, con i primi che cercarono una linea moderata mentre i secondi puntarono a una rivoluzione sociale, senza riuscire a ottenere risultati significativi.
  • Giolitti raggiunse un accordo con il mondo cattolico per garantire il voto in cambio del rispetto di un programma di tutela della religione, cercando di mantenere un equilibrio politico nelle elezioni del 1913.

Industrializzazione in Italia

In questo periodo in Italia venne avviato un processo di industrializzazione. Nella Lombardia vennero costruiti centrali idroelettriche, in tutta Italia c'è un aumento dell'industria chimica, di quella meccanica e di precisione (macchine per cucire e da scrivere). C'è un incremento della produzione automobilistica in quanto nel 1899 nasce la FIAT e nel decennio tra il 1903 e il 1911 il numero degli addetti all'industria sale da 1 a 2 milioni. Questo grande miglioramento industriale è maggiormente concentrato nel Triangolo industriale (Milano, Torino e Genova), così da accentuare ancora più il divario tra Nord e Sud.

Proteste e repressione

Questo decollo industriale nasce nello stesso momento della Grande Depressione, un periodo che nasce intorno al 1896, quando un aumento al prezzo del pane, porta i popolari a protestare. Questa protesta diventa un vero massacro perchè Beccaris ordina di sparare con i cannoni sulla folla che manifesta. I giornali e le associazioni politiche vengono chiuse. Questa repressione s'accompagna al proposito di avviare una restaurazione autoritaria che restituisca al sovrano le sue prerogative (nomina dei ministri e controllo del loro operato) e i limiti acquisiti dal Parlamento.

Ascesa di Giolitti

In seguito viene ucciso Umberto I e sale al trono Vittorio Emanuele III che decide di chiedere aiuto per guidare il Paese a Zanardelli, un membro della sinistra liberale che aveva settantacinque anni, in quale si avvale del fondamentale apporto di Giolitti come ministro degli Interni. Grazie a lui sono migliorate le condizioni lavorative di donne e ragazzi, tutelate la loro salute, stabilito il diritto alla maternità e estesa l'assicurazione obbligatoria dei lavoratori.

Quali sono le sfide politiche e sociali?

In questo periodo aumentano drasticamente gli scioperi e questo favorisce lo sviluppo del movimento operaio e contadino. In tutto questo Giolitti è convinto che la neutralità del governo nella gestione dei conflitti finirà per conquistare la simpatia delle masse popolari nei confronti dello Stato liberale. Tuttavia il governo ha delle difficoltà sulla questione meridionale che avvia il declino del governo stesso.

Giolitti e il Partito socialista

Da questo momento a poco, il presidente del Consiglio rassegna le dimissioni. Alla guida del governo viene chiamato Giolitti, alla sua seconda esprerienza. Nei suoi principali obiettivi c'era l'intenzione di includere nel governo il Partito socialita. Di fronte al rifiuto socialista, Giolitti cerca la collaborazione con uomini di diversa provenienza politica e con questi forma il suo governo. Si crea così la maggioranza che avrebbe caratterizzato il decennio successivo. All'interno del Paritto socialista, che non era entrato nel governo di Giolitti, nascono due schieramenti; da una parte i riformisti e dall'altro i rivoluzionari. Questi ultimi conquistata la maggioranza sostengono la linea di Labriola che aveva come volontà quella di allontanarsi dal sistema borghese e utilizzare lo sciopero nazionale come formula per la rivoluzione sociale. Ma questa tipo di protesta non fu utile dato che Giolitti restò neutro, in questo periodo nasce la fondazione della Confederazione generale del lavoro che ridà la guida ai riformisti.

Movimento cattolico e Giolitti

Questi anni sono molto importanti anche per il mondo cattolico in quanto, guidati da Romolo Murri, sono stati capaci di promuovere una forte organizzazione sindacale ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e questa organizzazione chiede una formazione di un partito politico cattolico. Pio X contrario a tutto questo, decide di sciogliere l'Opera dei congressi, perchè secondo lui bisognava ricercare l'intesa tra moderati cattolici e liberali.

Politiche di Giolitti e guerra in Libia

Il periodo in cui Giolitti governa viene chiamato l'apogeo del giolittismo e nonostante ci furono state molte denunce sul suo operato, Giolitti continua a guidare il Governo fino all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Giolitti attuò diversi provvedimenti, tra cui riuscì a ridurre il debito pubblico. Introduce nuove leggi a tutela del lavoro, come ad esempio il riposo domenicale obbligatorio ed infine migliora il suffragio universale in modo da estendere il diritto di voto a tutti i maschi maggiorenni. In politica estera Giolitti inaugura nuove relazioni internazionali; come ad esempio la ripresa dei rapporti con la Francia che in cambio del riconoscimento dei propri interessi in Marocco, accorda all'Italia il diritto di occupare la Libia che era sotto l'impero ottomano. La guerra dichiarata nel 1911 si rivela più lunga e complessa del previsto che finì con il trattato di Pace nel quale veniva riconosciuta all'Italia la Libia. Malgrado il successo conseguito, la guerra influisce sulla stabilità del quadro politico, rafforzando le posizioni politiche più estreme.

Accordo con il mondo cattolico

In questo contesto, nelle elezioni del 1913, sorge un nuovo problema per Giolitti: la necessità di crare un'intesa con il mondo cattolico per evitare che la massa di nuovi elettori possa spostare gli equilibri politici a vantaggio delle forze di sinistra. Si arriva ad un accordo con il presidente dell'Unione elettorale cattolica, con la quale grazie ad un accordo, in cambio del voto, i candidati liberali si impegnano a rispettare un programma che tuteli la religione.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali sviluppi dell'industrializzazione in Italia durante questo periodo?
  2. L'industrializzazione in Italia portò alla costruzione di centrali idroelettriche in Lombardia e a un aumento significativo dell'industria chimica e meccanica, con la nascita della FIAT nel 1899 e un incremento degli addetti all'industria da 1 a 2 milioni tra il 1903 e il 1911, accentuando il divario tra Nord e Sud.

  3. Come reagì il governo italiano alle proteste popolari durante la Grande Depressione?
  4. Il governo rispose con una dura repressione, ordinando di sparare sulla folla durante le manifestazioni e chiudendo giornali e associazioni politiche, mentre cercava di restaurare un'autorità sovrana limitando i poteri del Parlamento.

  5. Quali furono le principali riforme introdotte da Giolitti durante il suo governo?
  6. Giolitti migliorò le condizioni lavorative, tutelò la salute di donne e ragazzi, stabilì il diritto alla maternità e ampliò l'assicurazione obbligatoria per i lavoratori, contribuendo a un periodo di grande sviluppo sociale.

  7. Quali sfide politiche affrontò Giolitti durante il suo mandato?
  8. Giolitti affrontò un aumento degli scioperi e la crescita del movimento operaio e contadino, oltre a difficoltà legate alla questione meridionale, che contribuirono al declino del suo governo.

  9. In che modo Giolitti cercò di allearsi con il mondo cattolico?
  10. Giolitti cercò un accordo con il mondo cattolico per evitare che i nuovi elettori spostassero gli equilibri politici a favore della sinistra, raggiungendo un'intesa con l'Unione elettorale cattolica in cambio del rispetto di un programma che tutelasse la religione.

Domande e risposte

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