Concetti Chiave
- Mussolini fonda i Fasci di combattimento nel 1919, avviando l'ascesa del fascismo e ottenendo il potere nel 1925 dopo eventi chiave come la marcia su Roma.
- Una volta al potere, Mussolini trasforma lo Stato in uno Stato fascista, abolendo il dualismo tra partito e governo e imponendo un controllo totale sulla vita degli italiani.
- La politica economica fascista si sviluppa in quattro fasi, culminando in un sistema autarchico e nell'adozione delle leggi razziali nel 1938, con alleanze con Hitler.
- Il regime fascista promuove la "fascistizzazione" della cultura e dell'istruzione, utilizzando la scuola e i media per diffondere l'ideologia fascista tra gli italiani.
- Mussolini giustifica le espansioni coloniali attraverso il mito della "razza civilizzatrice", in particolare con la conquista dell'Etiopia nel 1935, portando a sanzioni internazionali.
In questo appunto si descrive il fascismo. Nel 1919 Mussolini fondò i Fasci di combattimento, e da quel momento iniziò l’ascesa del suo movimento politico, che lo portò, dopo una serie di episodi come la marcia su Roma e il delitto Matteotti del 1924, ad ottenere il potere nel 1925.
Il fascismo entra nella vita degli italiani?
Una volta al potere, Mussolini trasforma lo Stato in uno Stato fascista. Il Gran Consiglio del fascismo diventa un organo costituzionale (9 dicembre 1928), dunque non c’è più dualismo tra partito e governo. Il fascismo non è solo un partito: è lo Stato. E Mussolini è capo del partito, capo del governo e capo degli italiani. Lo Stato fascista disciplina anche la vita degli italiani.Il “duce”, così si faceva chiamare Mussolini, tenta di vincere la radicata diffidenza della classe lavoratrice: promulga la Carta del lavoro (1927) ideando lo “Stato corporativo”, con un solo sindacato che unisce i lavoratori al partito. Crea l’istituto nazionale fascista per le assicurazioni sugli infortuni sul lavoro e l’istituto nazionale fascista della previdenza sociale. Crea per i giovani la Gioventù italiana del littorio (1937), un’organizzazione nata dai Fasci giovanili di combattimento che voleva formare i ragazzi da un punto di vista spirituale, sportivo e militare sull’ideologia fascista. Per i lavoratori crea l’Opera nazionale dopolavoro, un’associazione che si occupava del tempo libero dei lavoratori. Per le donne si cerca di adottare una politica di assistenza sociale e sanitaria, organizzata nei Fasci Femminili.
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Il Concordato, la politica economica del regime, le opere pubbliche di Mussolini
Inizialmente Mussolini è anticlericale. Poi cerca un avvicinamento con la Chiesa (ricordiamo che lui non aveva in realtà degli ideali religiosi da difendere, voleva solo il potere) con i Patti Lateranensi (1929), sottoscritti dal Regno d’Italia e la Santa Sede con i quali si riconosce l’indipendenza dello Stato Vaticano e il rapporto reciproco tra i due firmatari. Lo Stato non è più laico.La politica economica fascista, invece, attraversa quattro fasi:
- liberismo fino al 1925;
- lotta all’inflazione fino alla stabilizzazione della lira nel 1927;
- crisi economica mondiale con il crollo della Borsa di New York del 1929. Per arginare alla crisi nasce l’Istituto mobiliare italiano, a sostegno delle imprese, e l’Istituto per la ricostruzione industriale, per salvare banche e industrie. Nel 1934 nascono le corporazioni, e con la nascita della Camera dei fasci e delle corporazioni del 1939 si sostituisce la Camera dei deputati. Con quest’ultimo provvedimento la situazione cambia drasticamente: non si elegge più il parlamento ed è la fine della democrazia;
- Si sceglie l’autarchia, quindi l’autosufficienza sul piano delle risorse e delle produzioni: lo Stato si avvia al razzismo (nel 1938 Mussolini si allea con Hitler e introduce anche in Italia le leggi razziali, rivolte prevalentemente contro le persone di origine ebraica).
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Capo, Stato totalitario e partito nel fascismo
Facendo proprio il mito della romanità, durante il fascismo si giustificano le espansioni territoriali dell’Italia. Ma fascismo, oltre che romanità, significava anche modernità, nel senso malsano del termine. Romanità e modernità sono il culto di Mussolini e il culto per Mussolini. Ovviamente Mussolini è il capo indiscusso e unico del partito e dello Stato. In quegli anni continuano, per garantire il potere, le repressioni degli oppositori fino al confino. I casi venivano seguiti dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Liberali, democratici, socialisti e comunisti dovevano per forza scegliere l’esilio.Negli anni Trenta, in Italia, si vuole rivoluzionare e “fascistizzare” la cultura e gli italiani. Il filosofo e ministro della Pubblica Istruzione, Giovanni Gentile è il pensatore del nascente regime, che inizialmente promuove il fascismo come motore della rigenerazione morale e politica degli italiani (Manifesto degli intellettuali fascisti). La scuola inoltre diviene un mezzo fondamentale perché deve educare e formare i futuri dirigenti d’Italia (Riforma Gentile del 1923). Viene istituito il Ministero della Cultura popolare (1937) che esercita un rigidissimo controllo su stampa, radio e cinema, ottimi strumenti per diffondere l’ideologia e plasmare le masse.
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Imperialismo e impresa d’Etiopia, le leggi razziali
In campo coloniale prima si consolidano le conquiste prefasciste: la Libia, la Somalia e l’Eritrea vengono “ricolonizzate”. Si cerca però una nuova colonia e Mussolini opta per l’Etiopia (1935). La Società delle Nazioni multa l’Italia con sanzioni economiche e Mussolini allora replica con l’autarchia.Mussolini deve giustificare l’aggressività e lo fa con il mito della “razza civilizzatrice” che porta progresso e ordine nelle terre selvagge. Mussolini si avvicina a Hitler. Si comincia con il Manifesto della razza (15 luglio del 1938) e si termina con le leggi razziali (primo settembre 1938) dando inizio alla persecuzione degli ebrei. Gli ebrei diventano un nemico “oggettivo” come gli oppositori politici.
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Domande da interrogazione
- Qual è stata la trasformazione dello Stato italiano sotto il fascismo?
- Come ha cercato Mussolini di coinvolgere la classe lavoratrice?
- Quali furono le fasi della politica economica fascista?
- In che modo il fascismo ha influenzato la cultura e l'istruzione in Italia?
- Quali furono le conseguenze delle leggi razziali introdotte da Mussolini?
Sotto il fascismo, Mussolini trasformò lo Stato in uno Stato fascista, eliminando il dualismo tra partito e governo e rendendo il fascismo l'unico organo di potere, con Mussolini come capo indiscusso (testo).
Mussolini ha promosso la Carta del lavoro nel 1927 e ha creato un unico sindacato per unire i lavoratori al partito, oltre a istituire organizzazioni come l'Opera nazionale dopolavoro e la Gioventù italiana del littorio (testo).
La politica economica fascista attraversò quattro fasi: liberismo fino al 1925, lotta all'inflazione, risposta alla crisi economica mondiale del 1929 e infine l'adozione dell'autarchia e delle corporazioni (testo).
Il fascismo ha cercato di "fascistizzare" la cultura italiana, con la Riforma Gentile del 1923 che mirava a educare i futuri dirigenti e il Ministero della Cultura popolare che controllava i mezzi di comunicazione per diffondere l'ideologia fascista (testo).
Le leggi razziali, introdotte nel 1938, segnarono l'inizio della persecuzione degli ebrei in Italia, considerati un nemico "oggettivo", e furono giustificate dal mito della "razza civilizzatrice" (testo).