Concetti Chiave
- Umberto Saba è un poeta unico nel panorama novecentesco, caratterizzato da un linguaggio semplice e diretto che esplora il quotidiano e le esperienze di vita.
- Il mare delle coste dalmate nella poesia di Saba simboleggia un desiderio di esplorazione e rappresenta un testamento umano e poetico legato alla sua giovinezza.
- La struttura della lirica evidenzia opposizioni temporali e concettuali, con un contrasto tra giovinezza e vecchiaia che riflette il percorso di vita del poeta.
- Il mito di Ulisse si intreccia con l’esperienza di Saba, sottolineando la ricerca di conoscenza e il desiderio di avventura, pur riconoscendo la finitezza del proprio viaggio.
- Il viaggio è una metafora della vita in Saba, rappresentando crescita personale e superamento di ostacoli, con un focus sul percorso piuttosto che sulla meta finale.
Indice
La vita e la poesia di Umberto Saba
Umberto Saba: nacque a Trieste nel 1883 e morì a Gorizia nel 1957. Il poeta occupa una posizione singolare all’interno della nostra letteratura novecentesca per la predilezione delle tematiche improntate al quotidiano e agli aspetti più semplici della vita. Il mondo di cose e sentimenti che costituisce la sua poesia è reso sempre attraverso un lessico concreto e immediato, che ben si addice a quell’ideale di poesia “onesta” da lui vagheggiato. Il suo è un linguaggio oggettivo e referenziale, lontano dai preziosismi musicali come dai rimandi analogici.
Il mare e il testamento poetico
In questi celebri versi di Umberto Saba, alla memoria del poeta si ripresenta in tutto il suo fascino, il mare ricco di scogli delle coste dalmate, dove navigò in gioventù.
Ancora adesso è un luogo che attiva la fantasia: si riparino pure in porto gli altri, il suo animo è invece quello di Ulisse, desideroso di conoscere quella libera terra di nessuno che è il mare: un testo che si può considerare il testamento umano e poetico di Saba.
Nella mia giovinezza ho navigato
Lungo le coste dalmate. Isolotti
A fior d’onda emergevano, ove raro
Un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smerarli. Quando l’altra
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più a largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi, il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.
Analisi della struttura poetica
1. Analizza la struttura della poesia con particolare attenzione alle opposizioni temporali e concettuali e al loro significato, alle figure retoriche e alle metafore presenti.
1. La lirica, inserita nella parte conclusiva del Canzoniere, rappresenta una sorta di testamento spirituale con cui Saba rievoca il percorso che lo ha condotto dalla giovinezza alla maturità, paragonando la sua esistenza a un viaggio. Emblematico a tal proposito è il titolo della poesia: l’eroe omerico diventa il simbolo della brama di conoscenza dell’uomo e della sua voglia di infrangere i limiti. Uno degli aspetti più rilevanti del testo è costituito dalle opposizioni temporali che creano una visione temporale marcata: l’espressione “nella mia giovinezza” si contrappone a “oggi”, lasciando emergere un netto margine tra gli anni avventurosi della fanciullezza, trascorsa sugli isolotti delle coste dalmate, e quelli della vecchiaia, durante i quali il regno del poeta non è più il mare burrascoso, ma una terra dove nessuno osa avventurarsi perché piena di pericoli. l’immagine del porto, rievocata nei versi finali della lirica, diventa simbolo della quiete che “il non domato spirito” del poeta non riesce a raggiungere e rappresenta la consapevolezza che “vita accende ad altri i suoi lumi”, cioè che il tempo dell’autore è prossimo alla fine.
Nel testo sono presenti diverse figure retoriche: l’enjambement, usato più volte dal poeta (versi 2, 3; 3, 4; 6, 7; 7, 8; 9, 10; 10, 11; 11, 12), trasmette la sensazione dell’affanno e delle difficoltà del viaggio e rende il lettore partecipe degli ostacoli che il poeta ha dovuto superare, quali ad esempio gli isolotti scivolosi e ricoperti di alghe. Nel testo sono inoltre presenti molte allitterazioni: uccello, alghe, scivolosi, sole, belli, smeraldi, spirito, doloroso, ecc.
La lirica, nel suo complesso, costituisce una metafora della vita, resa evidente dalle immagini che simboleggiano diverse sfaccettature dell’esistenza: il viaggio allude metaforicamente alle esperienze che costituiscono il percorso di vita dell’autore e, in generale, dell’uomo; gli isolotti, scivolosi e belli come smeraldi, simboleggiano le insidie, spesso celate e impreviste, che l’uomo deve affrontare durante il proprio cammino; il porto, approdo sicuro, diventa il simbolo della quiete e della tranquillità che l’essere umano spera di conquistare al termine del suo viaggio.
Il mito di Ulisse e Saba
2. Rifletti sulla sovrapposizione dei due personaggi: l’uno mitico: Ulisse; l’altro reale: il poeta, e su quali aspetti del mito sono presenti nella composizione.
2. Il titolo della lirica richiama il personaggio omerico Ulisse. Il tema centrale della poesia, infatti, è lo stesso dell’Odissea: il viaggio, che da un lato rappresenta l’esperienza soggettiva e individuale del poeta e, dall’altro, allude al percorso di vita universale affrontato da ogni uomo. La lirica può essere divisa in due parti, delineate dall’uso dei tempi verbali: il passato per la prima, in cui il poeta paragona le sue avventure giovanili a quelle dell’eroe Ulisse, il quale però non viene mai nominato apertamente; il presente per la seconda, nella quale il poeta descrive se stesso ormai vecchio e stanco. Nonostante ciò, egli non si accontenta di raggiungere l’approdo sicuro rappresentato dal porto, ma vorrebbe viaggiare ancora, spingendosi oltre, proprio come l’Ulisse dantesco nel XXVI canto dell’Inferno.
Il mito di Ulisse è trasposto tramite una serie di immagini evocative presenti nel testo: gli isolotti, scivolosi ma allo stesso tempo “al sole belli come smeraldi”, costituiscono un parallelismo con le sirene del mito omerico in quanto, proprio come loro, emanano un fascino mortale, attirando i viaggiatori nel loro fatale inganno; la terra di nessuno, che il poeta elegge a proprio regno durante la propria vecchiaia, ha un’interpretazione ambivalente, poiché può alludere sia alle Colonne d’Ercole fino a cui si spinse Ulisse, oppure il termine “nessuno” può rievocare l’episodio omerico dei ciclopi; infine, il porto, rappresenta una quiete dalla quale il poeta non si sente attratto; egli, infatti, vorrebbe spingersi oltre per conoscere nuove sponde. Ciò si ricollega sia alla tradizionale visione dell’Ulisse omerico, che alla fine del suo viaggio ritorna ad Itaca, sia all’Ulisse dantesco che sfida gli dei e decide di oltrepassare le Colonne d’Ercole.
Saba sovrappone le proprie esperienze a quelle di Ulisse, però tra i due personaggi vi è una differenza sostanziale: mentre il viaggio del poeta è destinato a concludersi, il mito legato alle esperienze vissute da Ulisse può essere considerato eterno e trasversale. Esso, infatti, oltre a contenere temi sempre attuali e di matrice individuale, è il mito più evocato nella letteratura occidentale. Poeti, artisti, scrittori e musicisti si confrontano da sempre con questa pietra miliare della storia culturale dell’umanità, fornendone diverse interpretazioni e desumendone messaggi differenti.
È possibile asserire che, nonostante il viaggio di Ulisse sia durato dieci anni, il mito che lo accompagna è destinato a durare in eterno.
Il viaggio come metafora di vita
Approfondimento:
Il mito di Ulisse e la metafora del viaggio
Il concetto di viaggio è strettamente legato all’opera omerica “Ulisse”. L’esperienza di Ulisse rappresenta i significati concreti e simbolici del viaggio, inteso sia come insieme di esperienze che forgiano l’animo di chi le vive, sia come percorso di crescita interiore e soggettiva. Il viaggio di Ulisse rappresenta il ritorno alla propria patria, dunque in questa accezione il viaggio può essere considerato come esperienza finalizzata alla ricongiunzione e la riconquista dei propri valori e affetti. Interpretando il messaggio contenuto nelle pagine dell’Odissea, emerge tuttavia la consapevolezza che il viaggio non consiste esclusivamente nell’approdo al porto finale. Esso, piuttosto, acquista significato poiché implica il superamento di innumerevoli pericoli e ostacoli che lo rendono una vera e propria prova di crescita. Esso rappresenta la ricerca, la maturazione e la capacità di adattamento a situazioni impreviste. L’Odissea contiene un messaggio che si collega inestricabilmente al significato più profondo e recondito del viaggio, insegnando che il suo significato risiede soprattutto nel suo percorso; non nella meta raggiunta, ma negli ostacoli e nelle difficoltà affrontati per giungervi; non nello scopo per cui è stato intrapreso, ma nell’insieme di esperienze e insegnamenti appresi durante il cammino.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della poesia di Umberto Saba?
- Come si manifesta la figura di Ulisse nella poesia di Saba?
- Quali opposizioni temporali emergono nella lirica di Saba?
- Qual è il significato del porto nella poesia di Saba?
- In che modo Saba utilizza le figure retoriche nella sua poesia?
Il tema centrale della poesia di Saba è il viaggio, che simboleggia l'esperienza di vita e la crescita interiore dell'individuo, come evidenziato nel confronto tra la sua giovinezza e la vecchiaia.
Ulisse rappresenta la brama di conoscenza e il desiderio di avventura del poeta, simboleggiando il viaggio come esperienza universale, pur con la consapevolezza che il viaggio di Saba è destinato a concludersi, a differenza di quello mitico di Ulisse.
Nella lirica, l'opposizione tra "nella mia giovinezza" e "oggi" evidenzia il contrasto tra gli anni avventurosi della gioventù e la solitudine della vecchiaia, sottolineando il passaggio del tempo e le esperienze vissute.
Il porto simboleggia la quiete e la sicurezza che il poeta non riesce a raggiungere, rappresentando la consapevolezza della fine imminente della sua vita e il desiderio di continuare a esplorare.
Saba impiega figure retoriche come l'enjambement e l'allitterazione per trasmettere l'affanno del viaggio e coinvolgere il lettore, rendendo palpabili le difficoltà e le insidie che ha affrontato nel corso della sua vita.