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Umberto Saba - Il Canzoniere


L’opera è divisa in sezioni, che sono a loro volta raggruppate in tre ‘volumi’, che corrispondono agli archi di sviluppo della giovinezza (1900-1920), maturità (1921-1932) e vecchiaia (1933-1954).
Caratteristiche:
1. Carattere unitario: si può parlare di un’opera unitaria in quanto narra la storia di una vita; i componimenti sono collegati da un punto di vista tematico e ogni parte acquista significato alla luce dell’insieme.
2. Carattere autobiografico: Non è un mero resoconto della sua vita perché Saba trasferisce tali eventi su un piano di riflessione che riguarda una condizione più generale dell’uomo e della vita. Inoltre non è di difficile comprensione. Questi due aspetti (elemento biografico + carattere unitario) hanno spinto Saba stesso a definire l’opera un ‘romanzo’.

Fondamenti della poetica


1. Verità: Saba prende le distanze dalla concezione estetizzante dominante in quel periodo, soprattutto in Italia per l’influenza di d’Annunzio, e si propone di fare non tanto della ‘bella poesia’, ma della ‘poesia onesta’, volta a fare chiarezza dentro di sé e nei rapporti con gli altri.
2. Temi della quotidianità: conseguenza diretta del voler fare una poesia forgiata sulla verità; temi ricorrenti: la moglie, gli animali della campagna, la città… A conferma di ciò vi è la poesie Trieste.
3. Ricerca profonda della verità: lui vuole andare al di là delle apparenze, vuole indagare il senso segreto che sta dietro alle cose; non è però una ricerca con un significato metafisico (come può essere in Ungaretti), ma la verità che si propone di cercare è terrena e in particolare riguarda l’uomo e le motivazioni profonde del suo agire, che nelle loro ragioni ultime sono identiche per tutti gli uomini.
4. Psicoanalisi: è lo strumento privilegiato per comprendere la realtà umana; la scoperta della verità più profonda può infatti assumere anche una funzione terapeutica (la sua poesia è nutrita della conoscenza di Freud).
5. Influenza di Nietzsche: costui aveva smascherato le ipocrisie della morale corrente per svelare gli aspetti più nascosti e inquietanti della psiche umana; infatti Saba rimane affascinato non tanto dal suo superuomo, ma dalla psicologia contenuta nel suo pensiero.

Temi


1. Amore per la vita: la sua intenzione di cantare –per esempio- la ‘città’ o la ’donna’ in se stesse non indica un intento di mimesi del reale, quanto l’amore per la vita che il poeta sente o di cui cerca di riappropriarsi (nella poesia Trieste e una donna la città appare strettamente collegata alla donna, e nella poesia A mia moglie, Lina è paragonata ad animali del cortile, quasi a suggerire un’idea di eros come elemento della natura).
2. La città (Trieste): nelle poesie dedicate all’ambiente triestino si vede lo sforzo di superare un isolamento che nasconde in sé tracce di angoscia e dolore (egli infatti come Svevo subisce le conseguenze dell’isolamento intellettuale); Trieste è infatti amata per la sua vivacità, ma anche per i luoghi in cui lui può isolarsi.
3. Rapporto con la donna: riguarda il problema della maternità e più in generale della famiglia, coinvolgendo la situazione difficile vissuta durante l’infanzia (abbandono del padre e durezza della madre); nella moglie egli cerca anche un sostituto dell’immagine materna, mentre altrove la figura femminile sembra ricalcare quella della donna-amante e della donna-fanciulla.
4. Componente autobiografica: è fondamentale, tanto da dare il titolo ad una sezione della raccolta. L’infanzia in particolare assume un’importanza decisiva, come momento centrale della formazione dell’individuo. Dall’infanzia poi si dipartono i principali motivi sviluppati nel canzoniere: l’eros come elemento della natura e il riconoscimento delle pulsioni inconsce, che può avere una funzione terapeutica.
5. Legame tra gioia e dolore: i due momenti possono anche scindersi: al godimento della gioia, all’amore, può sostituirsi l’angoscia più cupa; il poeta continua a vivere in questo sdoppiamento: gioia e dolore sono considerati entrambi elementi costitutivi e compresenti nell’esistenza individuale e collettiva. Anche la sua idea di umanità nasce dal dolore, dalla malattia psicologica che affonda le sue radici nell’infanzia del poeta: da qui il motivo della sincerità e del bisogno di fare chiarezza.

Caratteristiche formali


1.Rifiuto delle tendenze contemporanee: egli scrive basandosi prevalentemente sui libri della tradizione scolastica e ignorando le sperimentazioni contemporanee del primo Novecento. E’ questo il limite della sua poesia: negli anni delle avanguardie egli adotta schemi poetici del passato come l’uso della metrica regolare, la ripresa delle rime e il linguaggio quotidiano caratterizzato da costrutti tradizionali e termini desueti.
2. Distanza da Ungaretti e Montale: la poetica dell’Ermetismo gli rimarrà sostanzialmente estranea, rifiutando un’espressione deliberatamente difficile; il poeta si propone di cogliere gli stati d’animo e le impressioni delle cose che descrive, andando alla ricerca di significati più profondi, utilizzando però chiarezza espressiva e un lessico volutamente povero e comune.
3. Linea “antinovecentista”: pur vivendo nel cuore del Novecento, la sua poesia è stata definita “antinovecentista” in quanto rifiuta le più vistose innovazioni della ricerca poetica del proprio tempo.

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