Concetti Chiave

  • Umberto Saba visse un'infanzia segnata da malessere esistenziale, crisi nervose e discriminazioni razziali, crescendo senza la figura paterna.
  • Il suo apprendistato letterario iniziò a Firenze nel 1905, dove pubblicò nel 1910 la raccolta "Poesie", assumendo il cognome Saba per rinnegare le sue origini.
  • Servì nelle forze armate nel 1907 e durante la Grande Guerra, esperienze che ispirarono i suoi "Versi militari" e lo portarono a trovare stabilità con una libreria antiquaria.
  • Nel 1929 si sottopose a psicoanalisi, che lo aiutò a comprendere il suo malessere, mentre le leggi razziali del 1938 lo costrinsero a fuggire a Firenze.
  • Il suo stile poetico si caratterizza per l'autenticità e il mix di poetico e impoetico, utilizzando forme tradizionali come sonetti e canzoni senza cercare l'originalità a tutti i costi.

Infanzia e Giovinezza

La sua vita fu segnata da un grave malessere esistenziale, lasciandogli ben pochi momenti di serenità, egli fu infatti soggetto a crisi nervose e depressive che nemmeno la psicoanalisi riuscì a scongiurare, cause di questo stato furono anche le discriminazioni razziali in quanto figlio di madre ebrea, e le difficoltà economiche con coi dovette fare i conti. Nacque a Trieste, all’epoca città dell’impero austro-ungarico, il 9 Marzo 1883 da un matrimonio d’interesse tra Ugo Edoardo Poli e Felicita Rachele Coen, ovviamente l’unione ebbe una breve durata, in quanto l’uomo lasciò il tetto coniugale una volta consumata la dote, prima ancora che nascesse Umberto, il quale crebbe con la convinzione che il padre fosse un assassino. All’assenza del padre si aggiunse il rifiuto della madre che, appena nato, lo affidò a una balia perché probabilmente il figlio le ricordava il marito furfante, quindi fu allevato dalla nutrice Peppa, una donna di origine slovena e di fede cattolica che aveva appena perso un figlio, e quindi riversò su Umberto l’amore di una madre. A tre anni però, la vera madre rivolle il figlio e la separazione dalla balia, unito all’ingresso in un ambiente cupo e austero, produssero nel bambino un trauma lacerante. Egli frequentò le scuole fino alla quarta ginnasio, quindi si iscrisse all’Accademia di commercio e nautica, salvo stancarsene mesi dopo e quindi seguì alcuni corsi universitari a Pisa ma dovette interromperli a causa della malattia nervosa che da allora non cessò più di tormentarlo.

Carriera Letteraria e Matrimonio

Nel 1905 si recò a Firenze, per compiervi l’apprendistato letterario, cinque anni dopo venne infatti pubblicata la raccolta “Poesie” e qui assunse il cognome Saba date le vicende biografiche, probabilmente voleva rinnegare le proprie origini, cancellando la memoria del padre [ma all’origine di questo nome sono fiorite varie ipotesi inverosimile: si credeva per esempio che provenisse da cognome Sabaz di Peppa, quando in realtà si chiamava Schobar].

Esperienze Militari e Stabilità Economica

Poiché aveva ereditato dal padre la cittadinanza italiana, nel 1907 fu chiamato alle armi per il servizio di leva e inviato prima in Toscana, quindi in Campagna, alternando alla vita di caserma lunghi periodi di convalescenza a Trieste e da questa esperienza nacquero i “Versi militari”. Nel 1909 sposò Carolina Wölfler, la Lina di tante sue poesie, di sei anni più anziana di lui, dalla quale ebbe un figlia, per mantenere la famiglia aprì un negozio di articoli elettrici ma a seguito di una grave crisi coniugale con temporanea separazione, si trasferì prima a Bologna e poi a Milano, un caffè concerto chiamato “Taverna Rossa”. Interventista e irredentista convinto, allo scoppio della Grande Guerra Saba dovette indossare di nuovo la divisa militare anche se non fu mai inviato al fronte, ma impiegato nelle retrovie con mansioni amministrative. Tornato a Trieste aprì con l’aiuto della zia, una libreria antiquaria, trovando finalmente una certa stabilità economica, in cui pubblicò anche “Il canzoniere”, fondamentale però per il definitivo riconoscimento di Saba fu l’incontro con il critico Debenedetti, il quale riservò al poeta ampio spazio nella sua rivista torinese “Primo tempo”.

Psicoanalisi e Leggi Razziali

Nel 1929 si affidò anche alla psicoanalisi, iniziando la terapia con l’ebreo triestino Edoardo Weiss, allievo diretto di Freud e fondatore della Società psicoanalitica italiana, ma se non gli diede la guarigione sperata, gli fornì una chiave di lettura del proprio malessere esistenziale di cui si sarebbero visti i frutti nell’autobiografico e infantile “Piccolo Berto”. Nel 1938 furono introdotte le leggi razziali in Italia, di cui lui ne fu vittima e quindi dovette cedere la titolarità della libreria al proprio fidato commesso e, con l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu costretto a fuggire insieme alla famiglia e a ripararsi a Firenze, cambiando in un anno almeno undici domicili.

Ritorno a Trieste e Declino

Nel 1945, si spostò a Roma, cercando qualche collaborazione giornalistica: sulla “Nuova Europa” uscirono diverse sue “Scorciatoie”, brevi prose aforistiche; su “Corriere della sera” pubblicò alcuni raccontini autobiografici. Nel 1947 fece invece ritorno a Trieste ripiombando nello sconforto, causato dalla sconfitta del Fronte popolare alle elezioni del ’48 ed il declino inarrestabile della moglie, arrivando anche a meditare il suicidio, morendo poi in una clinica il 25 Agosto nel 1957.

Stile Poetico di Saba

Non ha mai cercato l’originalità a tutti i costi, adottando invece un modo di fare poesia semplice, a lui importava soltanto l’autenticità dell’ispirazione e non poteva sopportare i poeti che inseguivano soltanto l’applauso delle folle. Egli attinge a piene mani dal lessico di pubblico dominio, compreso quello più sfruttato dai poeti prima di lui, arrivando ad un risultato di impasto tra poetico e impoetico, al confine tra poesia e prosa, dal un lato nobilita il quotidiano, dall’altro abbassa l’aulico e il solenne. L’opera di Saba non presenta novità neanche dal punto di vista metrico: abbondano infatti i sonetti, le canzoni, le terzine e i distici a rima baciata.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali difficoltà che Umberto Saba affrontò durante la sua infanzia?
  2. Umberto Saba visse un'infanzia segnata da un grave malessere esistenziale, crisi nervose e depressive, discriminazioni razziali e difficoltà economiche, aggravate dall'assenza del padre e dal rifiuto della madre, che lo affidò a una balia.

  3. Come si sviluppò la carriera letteraria di Saba?
  4. La carriera letteraria di Saba iniziò nel 1905 a Firenze, culminando con la pubblicazione della raccolta "Poesie" nel 1910. Assunse il cognome Saba per rinnegare le sue origini e, grazie all'incontro con il critico Debenedetti, ottenne un riconoscimento significativo.

  5. Quale impatto ebbero le leggi razziali sulla vita di Saba?
  6. Le leggi razziali del 1938 colpirono Saba, costringendolo a cedere la sua libreria e a fuggire con la famiglia a Firenze, dove cambiò numerosi domicili in un breve periodo.

  7. Come si manifestò il declino di Saba negli ultimi anni della sua vita?
  8. Negli ultimi anni, Saba tornò a Trieste, affrontando un profondo sconforto per la sconfitta politica e il declino della moglie, arrivando a meditare il suicidio prima di morire in una clinica nel 1957.

  9. Quali caratteristiche distintive ha il suo stile poetico?
  10. Lo stile poetico di Saba si distingue per la sua semplicità e autenticità, evitando l'originalità forzata. Utilizza un linguaggio accessibile e mescola elementi poetici e prosaici, senza introdurre novità metriche significative.

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