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“Dal dì che nozze e tribunali ed are” 119 dei sepolcri ,Foscolo fa una rassegna delle varie sepolture ricordando quei cimiteri delle chiese descritte in una luce negativa, e poi le sepoltura dei classici latini e greci descritti in una luce positiva , sappiamo quanto Foscolo amasse il mondo classico , mettevano una luce per illuminare il buio della tomba, usa termini suggestivi perché ci dicono che i defunti o coloro che stanno per morire mandano tutti l’ ultimo sguardo alla luce, “gli occhi dell’ uomo morente cercano il sole e tutti mandano l’ ultimo sospiro alla luce”. “Tutti “aggettivo che va concordato ** la collocazione lontana che appartengono allo stesso sintagma l’ iperbato quella figura dell’ ordine che troviamo in latino ma ricorre anche nell’ italiano letterario. Le fontane purificatrici facevano crescere piante e “latte” ,il vino per l’ albero maestro dove invocarono gli dei protettori della patria chiedendo che concedessero il ritorno al prode e fossero generosi, dall’ età classica siamo passati ai sepolcri inglesi, dove tace il desiderio ,le gesta gloriose laddove compie imprese e dove le nazioni si reggono sul timore e sulla paura vigono funeste immagini di morte e qui si riferisce all’ Italia dove la vita civile è dominata dal lusso e dalla viltà e non c’ è desiderio di compiere grandi imprese quindi avvilita,passa dall’ Inghilterra all’ Italia, già in Foscolo diritti dei nobili nel regno italico, decoro e onore, detto con ironia sarcasmo, sono sepolti morti nelle vette dove regna la attrazione e quindi risultano già morti perché non vivono per alcun ideale, e gli impegni sono l’ unico motivo di vanto, a noi” fine verso e si contrappone alla viltà dei ceti vigenti italiani, ereditare non di tesori/ricchezza di denaro ma caldi tetti, sentimenti forti e l’ esempio di un poema liberale che respiri la libertà e quindi ideali e sentimenti sono l’ ereditaria di una poesia che spinga ad agire sono l’ eredità che Foscolo vuole lasciare. Un ulteriore funzione del sepolcro oltre luogo mantiene il ricordo del defunto e si ricostruiscono in qualche modo gli affetti famigliari ,andiamo oltre la dimensione privata individuale famigliare e lo portiamo in un ambito civile che riguarda tutti più ampia: “ accendono gli animi nobili a compiere grandi imprese a non rassegnarsi all’ inerzia/alla vile inerzia ma ad agire, ma accedono gli animi forti,nobili,capace di accendersi per qualcosa di grande, può appunto valere ancora oggi, bella per il viandante la terra che le ha accolte, è sacra la terra che custodisce i resti dei grandi perché ricordano le loro imprese e si spingono all’ azione, Foscolo sta ricordando dei grandi italiani che rappresentano la gloria nostra da cui trarre gli auspici a cui aspirarsi per agire, insegnare ai principi, Machiavelli ,l’ arte di governare interpretato da Foscolo come colui che ha voluto mostrare quanto sia violento e sanguinario il potere a cui molti non sono da’ accordo, Michelangelo il grande realizzò la cupola di San Pietro, la terra che si muove, Firenze rovescia le acque nell’ Appennino, allitterazione l sottolineare L’ idea di dolcezza, paesaggio toscana, dolce e ameno,, iperbato mille- dai cieli, dante ghibellino fuggiasco: lui fu al di sopra, fu per parte sopra ad entrambe, lo chiama cosi perche celebrò l’ impero, uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, chiasmo Calliope amore A Roma, gli antichi ritenevano 2 tipi di amore uno spirituale identificato con la venere celeste e concettuale con venere terrena/terreste, e il dolce labbro di Calliope è Petrarca, raccolte in un tempio nella chiesa di santa crocia contempla le glorie italiane perché è la 3 persona ricordata da Foscolo oltre a Michelangelo,Machiavelli,Galileo che si trovano seppelliti in santa croce. Le tombe dei grandi , delle importanti vicende umane.

Funzione del sepolcro e della poesia

Il sepolcro ha la funzione di mantenere viva la memoria degli uomini e il sepolcro permette il ricordo nella mente dell’ uomo che sopravvive , illusione del dialogo con i defunti dopo la morte come se fossero ancora in vita e gli amorosi sensi che si creano sulla tomba, il sepolcro inteso come centro degli affetti famigliari, cambiamento dei sentimenti affettuosi, richiamo ai versi 32 di “ all’ ombra de’ cipressi a dentro l’ urne”-celeste , affetti che continuano attraverso il sepolcro, tutto ciò di cui Foscolo ha trattato viene incluso nell’ ambito del privato, famigliare, viene poi ad assumere un valore più ampio, un luogo dove si con condensano i valori civili, le memorie dei popoli e le tombe di santa croce richiamano le uniche tombe gloriose dopo che l’ Italia perse la sua libertà, le loro imprese, i loro ideali ma Ugo non si ferma solo a questo ad un ricordo astratto ma da esso bisogna trarre degli auspici “che ove speme di gloria agli animosi..” verso 186 di “ a egregie cose il forte animo accendono” (chiesa di santa croce e la battaglia di Maratona). Il sepolcro diventa un modo per ricordare i valori, i grandi del passato ma anche come luogo che spinge gli uomini ad ispirarsi, all’ azione e ad applicarsi in concreto. Traspare quindi la funzione concreta delle allusioni fosco liane. Rivela anche la figura di omero perché il tempo avrà travolto anche i resti concreti dei sepolcri rispetto al poeta, in questo caso in riferimento ad omero, e la funzione eterna della poesia. Sepolcro inteso come dialogo con i defunti per mantenerli in vita. oltre che essere inteso come luogo che mantiene il ricordo del defunto attraverso di esso si ricostruiscono in qualche modo gli affetti famigliari.

La poesia ha la funzione di eternare , di ricordare le grandi imprese e quindi di spingere all’ azione, in oltre ha la funzione civilizzatrice, la poesia non è bellezza fine a sé stessa ma è qualcosa di più, quello che trasmette che ci spinge ad agire. La stessa bellezza che porta l’uomo ad essere più umano e più civile. Nella sua opera canterà non solo i vincitori ma anche i vinti verso 231 in riferimento ad Ettore in “ felice te che il regno ampio de’ venti”. Troviamo il tema dell’ esilio (fuggitivo) il tema della patria con l’ immagine della battaglia di Maratona e nella figura di Vittorio Alfieri , nel celebrare e riconoscere la gioia per le nostre imprese, dell’ Italia, citando le Italia glorie e l’ idea di speranza di non arrendersi: Galileo, Michelangelo , Dante . il suo linguaggio è aulico e ricercato, si rifà ad una sintassi più o meno complessa e si basa su endecasillabi sciolti cioè senza rime.

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