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Gerusalemme liberata e Orlando furioso: confronto


Gerusalemme liberata: L’autore trova nella storia la sua fonte d’ispirazione, riprendendo la Crociata svoltasi nel 1099 a Gerusalemme, condotta da Goffredo di Buglione.
Orlando furioso: L’autore trova nei racconti cavallereschi e nei cicli romanzi delle leggende carolinge e arturiane la sua ispirazione, continuando l’”Orlando innamorato” di Boiardo.

Gerusalemme liberata: Lo spazio in cui si svolge è principalmente uno: Gerusalemme. Offre poche divagazioni in altri luoghi magici e incantati.
Orlando furioso: Lo spazio in cui si svolge è molto vasto (Europa, Asia, Africa) e labirintico, con la presenza di innumerevoli luoghi magici e fantasiosi in cui si svolgono le vicende dei personaggi.

Gerusalemme liberata: Lo scorrere del tempo è lineare, con un limite nei salti temporali. Inoltre la vicenda si svolge in un tempo chiuso da un inizio e una fine ben distinti.
Orlando furioso: Lo scorrere del tempo è molto baldanzoso: frequenti flash-back descrivono il fitto intreccio di azioni dei personaggi. La vicenda è racchiusa in un tempo aperto, infatti, la narrazione parte riprendendo l’Innamorato di Boiardo.

Gerusalemme liberata: Vi è un’azione unica e centrale, con occasionali forze centrifughe rappresentate dalle vicende degli altri personaggi.
Orlando furioso: Le azioni dei personaggi sono estremamente intrecciate tra loro, con la presenza di una notevole molteplicità di vicende.

Gerusalemme liberata: L’autore inserisce l’elemento soprannaturale definito dal “meraviglioso cristiano”, cioè l’intervento di creature della religione: Dio e angeli contro Satana e demoni.
Orlando furioso: Vi è la costante presenza della magia, con creature mitologiche soprannaturali (Ippogrifo) e puramente fantastiche.

Gerusalemme liberata: L’amore ha una funzione negativa, ovvero quella di sviare gli eroi cristiani dal loro compito, rappresentando il diletto e il sensuale, tipico del codice pagano.
Orlando furioso: L’amore è uno dei temi principali, fungendo da spinta per le avventure dei personaggi. Rappresenta la libera espressione delle energie vitali e pertanto non è da sopprimere o frenare.

Gerusalemme liberata: La guerra, oltre che come atto eroico, è vista come gesto crudele e doloroso, che getta nello sconforto l’eroe. L’autore è partecipe del dolore del personaggio, provando un sentimento di pietà nei suoi confronti.
Orlando furioso: La crudeltà della guerra viene presentata come pura finzione e convezione del codice cavalleresco, straniandola al lettore, che è invitato a riflettere su di essa.

Gerusalemme liberata: La descrizione di luoghi ameni condanna il piacere sensuale, facendolo apparire come elemento negativo e causa dei traviamenti degli eroi cristiani.
Orlando furioso: La descrizione di luoghi ameni ne esalta il senso di piacere e bellezza sensuale, in accordo con la tradizione classica.

Gerusalemme liberata: Le vicende si svolgono anche nello spazio verticale, tramite lo scontro tra Dio e Satana e le rispettive schiere, riflettendo il periodo di Controriforma in corso.

Orlando furioso: Le vicende si svolgono prettamente nello spazio orizzontale, senza l’intervento del divino, riflettendo la concezione laica rinascimentale.

Gerusalemme liberata: L’autore interviene con commenti e giudizi, spesso riferendosi ai personaggi e immedesimandosi negli sconfitti, con i quali condivide sentimenti e passioni.
Orlando furioso: L’autore è estraneo alla vicenda e commenta solamente in modo imparziale, senza farsi coinvolgere dalle passioni. Il suo intento è quello di offrire spunti di riflessione al pubblico.

Gerusalemme liberata: Il tono dell’opera è sublime e punta verso l’alto, in quanto deve trattare di temi importanti, tra cui Dio e la religione.
Orlando furioso: Il tono dell’opera è medio, caratterizzato da un linguaggio a volte quotidiano a volte aulico, seguendo comunque un andamento equilibrato.

Gerusalemme liberata: L’opera ha uno scopo didascalico pedagogico, ovvero quello di trasmettere messaggi e insegnamenti, principalmente di carattere religioso.
Orlando furioso: Lo scopo dell’opera è quello di intrattenere la corte, pubblico a cui è rivolta.

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