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Manierismo


Questo periodo letterario comincia nel 1527, con il Sacco di Roma per mano di Carlo V, indicante un cambiamento tutt’altro che irrilevante. È indicativo di una crisi profonda in cui stava versando l’Italia e la Chiesa, che aveva visto la pubblicazione delle tesi di Lutero e si stava avviando al concilio di Trento del 1545 da cui prenderà le mosse la controriforma. Era una Roma che si arroccava sulle idee del passato, una Roma che con la paura imponeva le indicazioni che i fedeli dovevano seguire. Il concilio che doveva armonizzare cattolici e protestanti, si stava trasformando tuttavia in frattura definitiva nel mondo religioso. Nello stesso periodo, all'incirca nel 1559, si giunse alla pace di Cateau-Cambresis: dal punto di vista politico si affermò pienamente il potere degli Spagnoli, che imposero con questa pace il loro dominio su gran parte dell’Europa, andando a impoverire e peggiorarne le condizioni economico-sociali. E questo era proprio il periodo in cui si trovavano letterati che non potevano avere molti spunti per trovare innovazioni. Essi sapevano che le loro opere sarebbero state analizzate dall'Inquisizione e quindi si ponevano il problema di evitare la trattazione di temi considerabili eretici e di andare incontro alla censura dell’opera e alle conseguenti punizioni.
Caratteristiche:
- Esasperazione del gusto classico: la ripresa dei classici era tipica dell’epoca precedente, il rinascimento, ma quella del Manierismo era una sorta di esasperazione, era un'attenzione che diventava ricopiatura delle opere classiche e delle idee del classicismo, esse non erano più uno spunto di riflessione per creare qualcosa di nuovo (Machiavelli, per esempio, riprese Tito Livio ma ricostruì l’opera in un modo innovativo, inserendo il suo pensiero) ma era un’esposizione vera e propria. In Europa quindi, considerando che nel Rinascimento era in Italia che nascevano le tendenze che poi erano riprese all'estero, gli italiani furono criticati perché non evolsero, mentre in Europa la letteratura cambiò: ma ricopiare i classici era un modo per sentirsi al sicuro da eventuali critiche, per riportare pensieri altrui e nascondersi dietro ad idee di altri.
- Introspezione (capire sé stessi, l'analisi dell’interiorità) e l'autocensura dell’autore: gli autori preferivano parlare di loro stessi, dei loro sentimenti umani, dei problemi nell'interiorità dell’uomo, piuttosto che parlare dei fattori esterni all'uomo, come la società, l’economia, la religione, ecc. Per non parlare di temi generali e di attualità, rischiosi proprio per l’analisi dettagliata e stretta dell’Inquisizione su ogni opera artistica.
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