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Il Seicento


Il 600 fu un periodo di luci ed ombre, l'uomo comincia a rendersi conto che non è più onnipotente, ma che c'è sempre qualcosa di superiore rispetto a lui.
Le cause di questa svalutazione di se stesso sono molteplici, ma soprattutto collegabili con determinati avvenimenti storici:
- la riforma di Lutero nel 1517 mette in crisi le credenze religiose dell'uomo, che si sente abbandonato e rubato da quella che era la Chiesa;
- la rivoluzione copernicana, secondo la quale non è la terra a stare al centro dell'universo, quindi l'uomo, bensì il sole, in questo modo il singolo individuo si sente inferiore e sconfitto;
- per quanto riguarda l'Italia il trasferimento dei commerci dal Mediterraneo all'Atlantico provocò una forte crisi economica da cui derivarono numerosi problemi.
Ci troviamo di fronte alla fine dell'ottimismo umanistico-rinascimentale che aveva segnato il secolo precedente.
Ed è proprio per questo che si esaurisce ance il tempo delle sintesi letterarie e culturali: la letteratura comincia a esprimere la mutata visione del mondo.
La cultura del seicento è caratterizzata da vari fenomeni:
- la nascita di un nuovo rapporto con i grandi classici che si tenta di superare;
- la nascita di nuove discipline ciascuna dotata di propri criteri;
- un forte sviluppo di scienza e tecnica;
- l'insistere sull'apparire, sull'immagine e sulla teatralità.
Tutti questi elementi diedero vita a due fenomeni culturali fondamentali del seicento: il Barocco e la rivoluzione scientifica.
E' un forte cambiamento rispetto alla cultura del secolo precedente, ora non ci si nasconde più, ma si cerca in tutti i modi di apparire .
In letteratura nacque la "poetica della meraviglia" con Gianbattista Marino, un poeta napoletano caposcuola del Marinismo ovvero, appunto, l'espressione del barocco letterario e della poetica della meraviglia.
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