incontro con Beatrice


Dante incontra per la prima volta Beatrice all'età di nove anni; numero che per Dante, che era uno studioso del simbolismo dei numeri, significava miracolo.
Il secondo incontro avvenne nel 1287, quando Dante ha 18 anni. In questa occasione, la giovane saluta il poeta, che ne rimane ammaliato. Per Dante e per tutti gli stilnovisti, infatti, il saluto era un gesto che possedeva un enorme significato: l'uomo si doveva conquistare il saluto della donna, mentre ella, se non lo avesse concesso, avrebbe ferito l'interessato.
Dopo questo secondo incontro, Dante s'innamora perdutamente della gentilissima. Il poeta la descriverà in molti suoi sonetti e liriche, e, come facevano gli altri stilnovisti, descriverà gli effetti che Beatrice apporterà a Dante.
Dante però, per non rovinare la reputazione della donna, non le chiede mai la mano.

Il poeta si ritroverà così a doversi sposare con una donna dello schermo, chiamata Gemma Donati, ciò fa sì che al poeta non sia più concesso il saluto, cosa che mortifica il suo animo. Alla morte di Beatrice, nel 1290, Dante si dispera e un'altra giovane fiorentina lo asseconda standogli vicino e facendo scaturire in lui un sentimento. Ma, una notte, Beatrice appare in sogno a Dante e lo rimprovera, dicendogli di non dover amare alcuna donna al di fuori di lei.
Così, il poeta scrive la Vita Nova, nella quale narra la storia dell'amore per Beatrice; la gentilissima è descritta in modo angelico, descrivendola raramente in modo dettagliato dal punto di vista fisico ma parlando spesso delle sue sembianze in modo astratto e descrivendo più minuziosamente le sue movenze angeliche. Nell'ultimo libro aferma che non scriverà più di lei finché non riuscirà a parlarne in un modo che nessuno ha mai usato precedentemente.
In effetti, Dante mantiene la sua promessa, dato che nessuno aveva mai parlato di alcuna donna come lui avrebbe poi fatto nella Divina Commedia. Nel capolavoro del sommo poeta, infatti, Beatrice viene posta nell'empireo, ed è proprio lei che lo guiderà lì, per gli ultimi XXXIII canti dell'opera, sostituendosi a Virgilio. Inoltre, è proprio Beatrice che decide di mandare Virgilio in soccorso di Dante dopo essere stata avvisata da Santa Lucia.

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