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Dante - Biografia e Divina commedia

Dante nasce nel 1265 a Firenze e si inserisce nella politica, a quel tempo caratterizzata da fazioni (partiti).
Guelfi: appoggiavano il Papa.
Ghibellini: sostenitori dell’imperatore.
Ci furono scontri tra fazioni e Dante, dalla parte dei guelfi, venne esiliato e vagò per l’Italia prima di scrivere la "Divina commedia" (opera dove lui riesce a far confluire pensieri e speranze).
Tutti i grandi autori trovano verso la fine della loro vita un’opera dove riescono a far confluire tutti i loro pensieri, e per Dante è proprio la divina commedia. Ogni autore ha quindi bisogno dell’opera per eccellenza.
Noi leggiamo Dante perché gli argomenti sono tutti attuali.
Dimensione utopistica: topos - luogo + utopia - in nessun luogo, in nessun contesto;

Dante ritiene utopisticamente che nella sua epoca si possa ricostruire un altro impero romano.
Spera per tutta la vita che si sarebbero potute prendere le redini dell’Italia eliminando i comuni.
La parola “comune” viene dal latino commune facere e vuol dire agire in comune.
Nel “De monarchia” Dante scrive che l’uomo nella vita ha bisogno di due guide spirituali: il Papa e l’imperatore, ma se dovessimo dare più importanza a uno dei due la dovremmo dare al Papa perché il suo potere viene direttamente da Dio.
Dante accetta l’esilio ed ha una grandissima dignità. Se avesse dovuto collocarsi in una fascia si sarebbe collocato tra i superbi.
Quando dante scrive la "Divina commedia" lo fa perché si rende conto che il suo interesse passava dalla religione alla filosofia. Dante ha delle amanti e si rende conto che sta cadendo nel peccato, quindi pensava che tutti, come lui, stessero cadendo nel peccato e allontanandosi dalla retta via.

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