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L’incontro con Beatrice


In queste prime pagine Dante racconta dell’unico amore della sua vita. Il sentimento per Beatrice nasce dal momento in cui la vede per la prima volta, quando ella ha solo nove anni. Siamo di fronte a un amore che purifica e conduce a Dio; nel brano appare evidente la volontà dell’autore di elevare la propria donna a un livello ultraterreno, facendone un ponte fra uomo e Dio (concezione stilnovistica). In Dante la figura femminile diventa essa stessa mezzo di salvezza, perdendo qualunque sfumatura corporale, per divenire spirito. In quest’ottica s’inquadrano le frequenti simbologie nel brano per esprimere la volontà del poeta di esaltare le virtù della sua donna amata. Molteplici sono gli elementi simboli che Dante inserisce: il numero 9, il nome di Beatrice,il colore del suo vestito. Il numero 3 è la radice del numero 9 ed è il numero del miracolo, in quanto rappresenta la santissima trinità. Beatrice è accompagnata nelle sue apparizioni dal ricorrere del numero nove (infatti Dante dice di aver incontrato Beatrice per la prima volta all’età di 9 anni). Beatrice è così chiamata anche da coloro che ignorano il suo vero nome, perché è evidente che ella da beatitudine.
Anche il colore del vestito di Beatrice richiama una simbologia, in quanto il rosso, nel Medioevo era sinonimo d’amore, un amore divino e spirituale. Il primo capitolo della Vita Nova inizia con una metafora che immediatamente presenta Dante come narratore onnisciente. Lo stile di queste prime pagine è molto curato e ricercato.
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