Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il termine 'Decadent' nasce in Francia e si sviluppa in Italia grazie a poeti e pensatori come Pascoli, D'Annunzio, Svevo e Pirandello, segnando una rottura con la tradizione letteraria.
  • Il movimento decadente si caratterizza per l'attenzione all'io e alla crisi esistenziale, con autori che esplorano la realtà attraverso simboli e irrazionalità.
  • La morte è un tema ricorrente, vista come ingiustizia da Pascoli, come atto di coraggio da D'Annunzio, e trattata in modo diverso da Pirandello e Svevo.
  • L'amore nel movimento decadente è rappresentato in modo non convenzionale, con Pascoli che lo percepisce in modo vago e D'Annunzio che lo considera un ostacolo artistico.
  • L'artista decadente vive in una realtà confusa e nutre una diffidenza verso se stesso, riflettendo una crisi di coscienza e cercando risposte attraverso l'irrazionalità.

Origini del termine 'Decadent'

È un termine utilizzato per la Prima volta in Francia da un gruppo di autori. Le Decadent è un termine utilizzato per la prima volta su una rivista letteraria per esprimere un punto di vista comune, un sentimento comune a molti autori. E’ un termine che ha anche un significato storico. Per la prima volta, si parla di decadenza quando si indica il periodo che va dall'apice alla distruzione dell’Impero Romano. In Italia si svilupperà come termine attorno a due poeti: Pascoli e D’Annunzio, e due pensatori: Svevo e Pirandello. Hanno aspetti comuni ed è questo a creare il movimento:

Rottura con la tradizione = è un fenomeno letterario che rompe con la tradizione in cui ogni autore si confronta in modo personale . Ad esempio mentre la letteratura con l’Illuminismo era sempre andata incontro al grande pubblico ed era diventata più fruibile e democratica, D'Annunzio riporta in auge il concetto per cui la poesia è destinata a pochi appartenenti all'elite. La poesia, quindi, ritorna nelle alte sfere intellettuale svincolandosi dalla plebe. PASCOLI è innovatore dal punto di vista metrico – compositivo: inventa il componimento impressionista, liberandosi da ogni cliché compositivo. La realtà non è descritta nei minimi dettagli, anzi fornisce immagini ed è in grado di far immaginare.

Pirandello compie la scelta del teatro che è assolutamente innovativa. I protagonisti delle sue opere diventano gli attori, abbattendo il confine tra vita e arte. Svevo scrive un romanzo del tutto nuovo, raccontato in 1a persona e psicologico. Il romanzo non racconta gli eventi e i dialoghi ma si snoda sul flusso di coscienza del protagonista.

L'io = l’artista non riesce a trovare delle risposte alle sue domande, ed è in crisi con se stesso. Vive in una realtà confusa e indistinta e non riesce a trovare delle certezze, delle convinzioni da seguire. Perciò pone al centro della riflessione se stesso. Allo stesso tempo, tuttavia, diffida di sé stesso e delle sue capacità, nella consapevolezza della crisi di coscienza (non è ottimista)

Perlustrare la realtà = l’uomo è in crisi e tenta di relazionarsi con la realtà che gli appare confusa e oscura carica di simboli e significati. Tornano così connotazioni aspetti simboliste e scapigliate, in cui c’è la convinzione per cui che l’io di per sé razionale non può comprendere la realtà se non attraverso l’alterazione fisica. Elementi di alterazione sono la malattia (vista come decadimento) e la follia. L’uomo di per se non riesce a individuare la verità che lo circonda, inconoscibile e misteriosa. Unico modo è l’irrazionalità avvicina che avvicina alla comprensione.

La morte = è un tema presente e invadente. E’ predominante soprattutto in Pascoli dove la morte delle persone care è vista come ingiustizia, sopruso. In D’Annunzio il tema si sviscera nella considerazione del suicidio interpretato come atto di grande coraggio. Pirandello parla di morte fasulla, come quella del Mattia Pascal. Svevo ne parla, infine, ne La coscienza di Zeno.

L’Amore = non è inteso nel senso tradizionale. In Pascoli si tratta di un amore non biografico. Non parte dalla sua esperienza personale perché ebbe un un pessimo rapporto con il mondo femminile (un’insoddisfacente rapporto con le donne e un morboso legame per la sorella).Tuttavia, rimase sempre in lui un amore e un fascino per le donne definito dalla critica “adolescenziale”. All’epoca di Pascoli gli adolescenti percepivano l’amore e l’erotismo in modo vago. Non conoscevamo il mondo dell’eros in generale, ma se ne sentivano attratti (come l’autore) Pascoli prova lo stesso senso desiderio per il vago. D’Annunzio la donna è una femme fatal, un ostacolo alle sue velleità artistiche – culturali che fa soffrire l’uomo e lo rende irrazionale. SVEVO ha una concezione molto simile, la donna è spesso un opportunista (tipo femme fatal, donna dominatrice). Pirandello ebbe un’esperienza molto negativa con il mondo femminile, infatti, la moglie soffriva di una grave forma di pazzia. Questo determinò in lui un condizionamento nella letteratura: prediligeva le figure maschili rispetto a quelle femminili.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del termine 'Decadent' e il suo significato storico?
  2. Il termine 'Decadent' è stato utilizzato per la prima volta in Francia da un gruppo di autori su una rivista letteraria per esprimere un sentimento comune. Storicamente, si riferisce al periodo di decadenza dell'Impero Romano, segnando una rottura con la tradizione letteraria.

  3. Come si distingue la letteratura decadente dalla tradizione precedente?
  4. La letteratura decadente rompe con la tradizione, come evidenziato da D'Annunzio, che reintroduce l'idea che la poesia sia destinata a un'élite, mentre Pascoli innova dal punto di vista metrico e compositivo, creando un componimento impressionista.

  5. Qual è il ruolo dell'io nell'opera degli autori decadenti?
  6. L'io è centrale nella riflessione degli autori decadenti, che vivono una crisi di identità e di coscienza, ponendo se stessi al centro delle loro opere, come evidenziato nella scrittura psicologica di Svevo.

  7. In che modo la morte è rappresentata nella letteratura decadente?
  8. La morte è un tema predominante, con Pascoli che la vede come ingiustizia, D'Annunzio che la esplora attraverso il suicidio come atto di coraggio, e Pirandello che la discute in termini di morte fasulla.

  9. Come viene concepito l'amore dagli autori decadenti?
  10. L'amore non è tradizionale; in Pascoli è un amore non biografico, mentre D'Annunzio e Svevo vedono la donna come un ostacolo o un'opportunista. Pirandello, influenzato da esperienze personali negative, predilige figure maschili nelle sue opere.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community