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Compito di italiano: Traccia 3 - Analisi del testo


Guido Gozzano, L’Assenza (dai colloqui)


Un bacio. Ed è lungi. Dispare giù in fondo, là dove si perde
La strada boschiva che pare
Un gran corridoio nel verde.

Risalgo qui dove dianzi (prima)
Vestia il bell’abito grigio:
rivedo l’uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio (traccia)…

Mi piego al balcone. Abbandono
La gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
Più triste. Ritorna stasera.

E intorno declina l’estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate (ali che terminano con un’appendice simile a una coda, come quelle delle farfalle)
si libra un enorme Papilio…

L’azzurro infinito del giorno

È come una seta ben tesa;
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.

Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d’acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore…

E non sono triste. Ma sono
Stupito se guardo il giardino…
Stupito di che? Non m i sono
Sentito mai tanto bambino…

Stupito di che? Delle cose.
I fiori mi paiono strani:
ci sono pur sempre le rose
ci sono pur sempre i gerani…

Comprensione complessiva


1. Riassumi il contenuto informativo del testo in non più di 10 righe.

1. Gozzano è uno dei principali esponenti del crepuscolarismo. Nella lirica sono infatti presenti i temi e il linguaggio tipici della poesia crepuscolare. Nel testo l’autore parla dell’attesa della donna amata. Il componimento si apre con l’immagine del bacio che i due amanti si scambiano prima che la donna si allontani. Esso rappresenta infatti il momento della separazione. Dopo la descrizione dello svanire dell’amata, il poeta risale ai luoghi in cui la donna è solita muoversi, rievocandone la presenza tramite i gesti e gli oggetti che permeano la sua vita, dal “bell’abito grigio” ai romanzi che è solita leggere. Il poeta si abbandona fisicamente all’attesa della amata che farà ritorno la sera, immergendosi nella contemplazione di un’attesa struggente rivolta agli elementi del paesaggio che lo circonda, quali ad esempio la fine dell’estate e una farfalla che si alza in volo da una pianta di gerani. L’attesa del poeta esprime uno dei valori fondamentali della poetica crepuscolare: la speranza.


Analisi del testo


2. Individua gli enjambament, spesso formati dal verbo reggente e da un complemento.

2. Nella lirica sono presenti diversi enjambement, figura retorica che consiste nella rottura del verso. Gli enjambement presenti nel testo sono: là dove si perde | la strada boschiva (versi 2-3); che pare | un gran corridoio nel verde (versi 3-4); risalgo qui dove dianzi | vestia il bell’abito grigio (versi 5-6); abbandono | la gota sopra la ringhiera (versi 9-10); non sono | più triste (versi 11-12); l’azzurro infinito del giorno | è come una seta ben tesa (versi 17-18); si tace | la rana (versi 21-22); ma sono | stupito se guardo il giardino (versi 25-26); stupito di che non mi sono | sentito mai tanto bambino (versi 27-28).

3. Rifletti sull’uso frequente dei puntini di sospensione: che effetto producono? Un alone di stupore, un’interruzione del significato, un’incoerenza del discorso?

3. La malinconia provocata dall’assenza della donna amata si esprime nella contemplazione del paesaggio che circonda il poeta. La descrizione della fine dell’estate è affiancata all’immagine di una farfalla che spicca il volo da un cespuglio di gerani. I puntini di sospensione posti alla fine della strofa esprimono la gioia fanciullesca che la contemplazione e la scoperta suscitano nell’animo del poeta. I puntini di sospensione che chiudono la strofa rappresentano proprio il perdersi nella contemplazione del mondo appena scoperto. Tale funzione ritorna nella sesta strofa in cui i puntini di sospensione lasciano trasparire la meraviglia e lo stupore provati dal poeta davanti alla fusione di immagini sensoriali che permeano il paesaggio: il quieto silenzio che avvolge il lago è accostato all’improvviso guizzo dell’uccello che sfiora l’acqua.


4. Rileva la compresenza di sensazioni visive e uditive contrastanti.

4. Nel testo sono presenti immagini che richiamano sensazioni visive e uditive contrastanti: la contemplazione del cespuglio di gerani vermigli è accostato al continuo vibrare delle ali della farfalla che si alza in volo; il bagliore emanato dal lago luminoso è affiancato al silenzio che avvolge il paesaggio e all’improvviso lucore provocato dall’uccello che sfiora la superficie.

5. Esamina il rapporto che instaura il poeta con i particolari della natura: c’è corrispondenza simbolica o senso di distacco?

6. Spiega il significato della frase “non mi sono | sentito mai tanto bambino…” Ci sono nella poesia atteggiamenti ingenui e infantili?

5. La contemplazione degli elementi del paesaggio che circonda il poeta suscita in lui un senso di stupore e meraviglia infantile. I poeti crepuscolari, infatti, rifacendosi alla poetica del fanciullino di Pascoli, rivolgevano la loro attenzione a temi e descrizioni semplici e modeste e rappresentavano soggetti e oggetti nella loro essenza più cruda, adoperando toni dimessi e colloquiali. L’influenza che Pascoli esercitò nella poetica crepuscolare è resa evidente da un’eloquente citazione di Sergio Corazzini, il quale scrisse: “perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Rifacendosi a questa linea di pensiero, Gozzano contempla il paesaggio che lo circonda con lo sguardo puro tipico del fanciullo. Come tutti i poeti crepuscolari, Gozzano rinuncia al simbolismo per descrivere gli oggetti nella loro essenza, tuttavia egli non instaura un rapporto di distacco con la natura poiché gli elementi del paesaggio lo inducono ad osservare le cose con uno sguardo diverso, riscoprendo una sorta di innocenza sopita. La gioia fanciullesca provata dal poeta è espressa nei versi 27-28 in cui egli afferma di non essersi “sentito mai tanto bambino”. L’ingenuità fanciullesca provata dal poeta si traduce nel profondo senso di meraviglia che la contemplazione del paesaggio suscita nel suo animo. Lo stupore scaturisce dal fatto che il poeta ha sempre osservato quei luoghi ma solamente adesso li guarda con occhi diversi ed è proprio ciò a trasmettergli una pura gioia fanciullesca.

Approfondimenti

6. Nella ricerca letteraria del Novecento il ricordo assume una nuova funzione, ora non più solo memoria di abbinamenti, ma coscienza di rivivere nel presente (in una condizione soggettiva mutata) il turbamento psicologico prodotto da quegli eventi. Conosci altre poesie che esprimono un rapporto con il ricordo?

6. Il tema del ricordo ha un ruolo fondamentale nella letteratura del Novecento. Esso è presente nei componimenti degli autori più importanti del secolo, che nei loro testi rievocano, spesso con dolore nostalgico, luoghi, un tempo pieni di vita, devastati dalla desolazione provocata dalla guerra e sentimenti alterati dal ricordo delle sensazioni passate e dagli eventi. Il tema del ricordo è presente ad esempio in alcuni testi di Ungaretti in cui il poeta rievoca eventi del passato e rivive con nostalgia i propri ricordi. Nella poesia “Fiumi” il poeta, approfittando di un momento di tregua del conflitto, si immerge nel fiume Isonzo e ciò gli consente di spaziare con la mente e di rievocare i fiumi presenti nei luoghi più importanti della sua vita, quali ad esempio il Nilo, che lo ha visto crescere e ardere di inconsapevolezza e la Senna, nelle cui acque inizialmente torbide (immagine che richiama l’esperienza inizialmente negativa del poeta a Parigi) Ungaretti ha ritrovato se stesso. Il tema del ricordo è presente anche nella poesia “San Martino del Carso” in cui l’autore contempla con struggente dolore i luoghi devastati dalla violenza della guerra e rievoca quegli stessi paesaggi floridi e pieni di vita, prima che venissero destinati alla desolazione e all’abbandono.

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