Video appunto: Gabriele D'Annunzio - Confronti Pascoli, Verga, Carducci

Carducci-D’Annunzio



Profonda differenza: Carducci ha sempre avuto una concezione sana e operosa della vita, vissuta nel insieme di opere con gli altri. D'Annunzio invece ha una concezione egoista e individualistica, che ignora e disprezza gli altri, tutta tesa a godere i piaceri della vita.
Diversa anche la concezione della poesia: misurata e composta quella di Carducci; sovrabbondante di parole e sonora quella del D'Annunzio. Concezione della Patria: Carducci amò l'Italia, ma il suo nazionalismo non fu nulla di esasperato, egli seppe amare eroi e poeti di tutti i popoli; D'Annunzio invece senti la patria come potenza egemonica, destinata a dominare sugli altri popoli più deboli, così come l'individuo eccezionale, il superuomo, è destinato a dominare sugli altri.

Pascoli-D’Annunzio



Anche in loro profonde differenze, pur appartenendo entrambi al Decadentismo. Percezione della solitudine ansiosa e trepida per Pascoli, che lo porterà ad unirsi agli altri elogiando la solidarietà tra gli uomini; D'Annunzio ha una concezione orgogliosa e arrogante, che lo porta ad isolarsi e ad affermare la propria superiorità sugli altri. Anche i caratteri si può dire essere opposti: introverso e riservato il Pascoli, estroverso il D'Annunzio e convinto della propria eccezionalità. Da questa differenza caratteriale deriva la differenza della loro poesia: intima, introspettiva quella del Pascoli; lussureggiante quella del D'Annunzio, volta ad esaltare le differenze del poeta, positive o negative che siano.

Verga-D’Annunzio



D'Annunzio imita il Verga nelle novelle, ma comunque le differenze tra i due sono abissali. Il verismo di Verga e ricco di moralità e pietà dello scrittore per le tristi vicende dei personaggi. Il verismo del D'Annunzio è invece caratterizzato dalla freddezza crudele, senza pietà, e con indifferenza verso i problemi sociali.