La corrente poetica più importante degli anni 30 è l'Ermetismo, in cui troviamo al centro l'utilizzo del verso libero e in cui il tema principalmente analizzato è la questione esistenziale dell'uomo che vive nel periodo a cavallo fra le due guerre mondiali. 

Il principale esponente Italiano di questa corrente è stato sicuramente Ungaretti, che già con la raccolta "L'Allegria" del 1931 e "Sentimento del tempo" del 1933, mostra la sua ricerca ermetica. 

Il centro della corrente ermetica in Italia è stato Firenze (città in cui La casa editrice "Vallecchi" si occupò della pubblicazione della maggior parte delle opere), città di incontro per i poeti che frequentavano il "Caffè delle Giubbe Rosse", per discutere su come far poesia e sulle caratteristiche delle loro opere. Queste discussioni letterarie si tramutavano poi in articoli veri e propri che venivano pubblicati sulle più importanti riviste fiorentine dell'epoca, ovvero : "Solaria", "Letteratura", "Frontespizio" e "Campo di Marte" ( le ultime due sono riviste con ideali cattolici). 

Letteratura come vita

Il termine "ermetismo" coniato per questo movimento nel 1936, anno in cui Francesco Flora, critico letterario accademico, pubblicò "La poesia ermetica", libro in cui si analizza l'ermetismo anche se in maniera ancora molto generale e superficiale. 

Un'opera molto importante fu il saggio "Letteratura come vita", scritto da Carlo Bo e pubblicato sempre nel 1936 sul Frontespizio.   Il saggio è una sorta di manifesto dell'ermetismo, infatti in esso si trovano i caratteri ideologici, ma anche tecnici, della poesia ermetica. 
Carlo Bo utilizzò un linguaggio piuttosto complesso con termini filosofici legati all'esistenzialismo. 
Il punto centrale e fondamentale del saggio, che poi sarà importante per tutti gli ermetici, sta nel fatto che la poesia coincide con la realtà più intima dell'uomo. La poesia non è una professione, ma uno strumento attraverso il quale l'uomo può' conoscere se stesso e la propria coscienza. 
La letteratura ermetica è perciò una rappresentazione dell'Io dell'uomo, della sua dimensione spirituale e autentica, di conseguenza l'essenza del poeta è di fatto anche l'essenza della poesia. 

Il linguaggio

Per quanto riguarda le scelte tecniche e pratiche della poesia ermetica, al centro troviamo sicuramente la scelta di un linguaggio molto complesso da comprendere per il lettore. Perciò queste opere non sono adatte ad un pubblico vasto, ma solo ad una ristretta cerchia di persone. 

L'Analogia è la figura retorica principalmente utilizzata e consiste nell’accostamento di immagini apparentemente prive di rapporto logico. La parola diventa perciò importante poiché evoca immagini, ha molteplici e diversi significati.

La poesia, seppur complessa, diventa l’unica realtà. Diventa per il poeta l’unica fonte di conoscenza, riuscendo a dare risposte che soddisfano le domande dell’uomo riguardo al suo destino.

La chiusura nei confronti della storia


Il termine Ermetismo per indicare il movimento nato agli inizi del ‘900 , in realtà rimanda ad un autore dell’epoca greco-ellenistica, Ermete Trismegisto, che scriveva libri magici, con contenuti simbolici e diretti solamente a pochi. Con questo termine perciò, quando parliamo della poesia ermetica agli inizi del XX secolo, parliamo di una poesia esoterica, non accessibile a tutti.

Gli Ermetici rifiutarono un confronto con la storia, soprattutto nel periodo del primo dopoguerra, chiudendosi maggiormente in se stessi, piuttosto che osservando ciò che succedeva nel mondo contemporaneo.
La poesia si aprirà maggiormente solo agli inizi della Seconda Guerra Mondiale, avendo un maggiore contatto con la realtà.

I poeti ermetici


I principali poeti Ermetici furono Salvatore Quasimodo, Mario Luzi, Luigi Fallacara, Giorgio Vigolo , Arturo Onofri, Sergio Solmi, Carlo Betocchi, Leonardo Sinisgalli , Alfonso Gatto , Alessandro Parronchi , Piero Bigongiari.
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