L'Ermetismo

Corrente identificata dall’Allegria (1931) e Sentimento del tempo (1933), raccolte di poesie di Ungaretti.
Nasce a Firenze, al Caffè delle Giubbe Rosse. I temi trattati sono pubblicati sulle principali riviste.
Il termine viene utilizzato inizialmente dal critico accademico Francesco Flora, che nel 1936 pubblica La poesia ermetica.
Nello stesso anno il termine acquisisce maggiore importanza nel saggio Letteratura come vita di Carlo Bo, in cui vengono raccolti i fondamenti teorico-metodologici della poetica ermetica.
Una caratteristica fondamentale dell'Ermetismo coincide con la coesione tra poesia e la “vita”, vista come la realtà più personale e raccolta dell’uomo. Da qui la letteratura assume una valenza fondamentale: corrisponde alla strada più completa e utile alla conoscenza più intima di se stessi.
Lo scopo principale della letteratura è il raggiungimento di una purezza di valori che si propone come unico scopo la ricerca della "verità ontologica"(relativa all’essere eterno ed immutabile) non della verità fenomenica (riferita cioè agli aspetti superficiali e contingenti dei fenomeni).

La letteratura bandisce la storia con l'obiettivo di collocarsi fuori dal tempo, nell’immobilità di una condizione metafisica.
Lo scopo del testo è l'esprimere l’inesprimibile ed il soggetto corrisponde all’essenza della poesia.
Lo scrittore si chiude in una forma di individualismo totale e sceglie un linguaggio arduo, difficile, oscuro, al limite dell’incomunicabilità.

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