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Concetti Chiave

  • Il romanzo "Il giorno della civetta" affronta il fenomeno mafioso e l'omertà, utilizzando il genere giallo-poliziesco per denunciare le complicità con il potere politico.
  • Leonardo Sciascia si distacca dal documentarismo, proponendo una visione critica della realtà siciliana, caratterizzata da sfruttamento e oppressione.
  • La narrazione si distingue per uno stile asciutto e diretto, con dialoghi vivaci e l'uso di gergo mafioso e termini dialettali per aumentare il realismo.
  • Il capitano Bellodi simboleggia la lotta per la giustizia, contrastando l'omertà e le false testimonianze, ma il suo percorso è ostacolato da trame politiche e mafiose.
  • Il romanzo non segue il consueto schema del giallo, poiché la verità emersa non può essere affermata, lasciando lettore e autore in uno stato di impotenza di fronte alla realtà.

In questo appunto di Letteratura Italiana viene descritto il romanzo Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, una delle più importanti figure del Novecento. Viene riportata una breve descrizione dei temi della sua produzione e un'analisi del romanzo.
Analisi del romanzo "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia articolo

Indice

  1. Leonardo Sciascia: i temi della sua produzione
  2. Il giorno della civetta: trama
  3. Il giorno della civetta: temi

Leonardo Sciascia: i temi della sua produzione

Nella fase più matura del Neorealismo, tra il 1945 e il 1950, compaiono racconti ispirati all'attualità storica e alla realtà del sottosviluppo meridionale.
Tra questi compare Leonardo Sciascia, che indaga sugli aspetti del fenomeno mafioso e sulla povertà della Sicilia, tramite opere che oggi sono simbolo di questi argomenti.
Le sue opere offrono alcuni ritratti degli abitanti dell’isola attraverso il genere del giallo-poliziesco, come nel romanzo Il giorno della civetta (1961), in cui denuncia con lucida razionalità l’omertà mafiosa e le complicità del potere politico. Ne deriva un’immagine della Sicilia specchio ed emblema delle contraddizioni e dei mali dell’intero Paese.
La letteratura per Sciascia è conoscenza della realtà, sostenuta da un razionalismo di stampo illuministico e da un pessimismo che affonda le sue radici nella tradizione meridionalista (da Verga a De Roberto, da Pirandello a Brancati).
Il pessimismo di Sciascia è stato definito pessimismo dialettico, perché nelle sue opere la delusione per la sconfitta della ragione non si risolve in una resa incondizionata agli eventi.
Proprio per questo motivo, già la sua prima produzione, che si colloca negli anni ‘50-60 (Le favole della dittatura 1950, Le parrocchie di Regalpetra 1956, Gli zii di Sicilia 1958) è caratterizzata da una presa di distanza dal documentarismo a vantaggio di una volontà critica di conoscenza della realtà siciliana, storicamente travagliata dallo sfruttamento e dall’oppressione della mafia.
Con Il giorno della civetta (1961), incentrato sul fenomeno della mafia e la sua infiltrazione negli apparati dello Stato, Sciascia abbandona gli stilemi neorealisti e dà inizio a una serie di romanzi che si avvalgono di un particolare uso della struttura giallo-poliziesco, genere che Sciascia adottò a partire dagli anni Settanta.
Nel clima dell’emergenza terroristica degli anni Settanta Sciascia scrive il romanzo breve Todo modo (1974) in cui indaga con lucido pessimismo le trame oscure che legano le forze eversive ad alcuni settori dello Stato e del potere economico.

Il giorno della civetta: trama

Il titolo allude al giorno (metafora di luce della ragione) in cui la civetta (uccello notturno, metafora di morte e di delitto), canterà. In una ambientazione, quindi, che si apre con l'inizio di una nuova giornata in cui tutto può succedere, la mafia canterà, come la civetta: il titolo è profetico di un romanzo che è costruito come un giallo.
Un giorno di nebbia, all’alba, viene assassinato Salvatore Colasberna, proprietario di una piccola ditta di costruzioni edili che ha rifiutato la protezione della mafia.
L’indagine viene affidata al capitano dei carabinieri Bellodi, emiliano ed ex partigiano, quindi animato da convinzioni democratiche e da un forte senso della giustizia. Bellodi dà avvio alle indagini, ma si scontra con la mentalità mafiosa siciliana e con le trame occulte tessute ai danni della giustizia e portata avanti dagli oppositori dello Stato.
Poco dopo viene ucciso anche un contadino, Paolo Nicolosi, che ha visto fuggire uno degli assassini, un certo Zicchinetta, soprannome dell’ex-detenuto Diego Marchica.
Un confidente dei carabinieri, Calogero Dibella, detto Parrineddu, indica Don Mariano Arena come il mandante.
Due boss mafiosi decidono di sopprimere il traditore Dibella, ma Bellodi riesce ugualmente a far arrestare il "padrino" don Mariano Arena e gli esecutori dei delitti, i quali, durante l’interrogatorio si accusano a vicenda.
Questo evento genera preoccupazione tra i politici romani compromessi con la mafia.
I media siciliani sono stati opportunamente manipolati per affermare che l'indagine è andata condotta per il verso sbagliato.
A Roma, durante un dibattito parlamentare, un sottosegretario afferma che la mafia non esiste "se non nella fantasia dei socialcomunisti". Rientrato a Parma, in congedo medico, il capitano Bellodi viene a conoscenza del fatto che la sua indagine è stata annullata dalla diffusione di falsi alibi dei colpevoli.
Di conseguenza, don Mariano esce di prigione. Il capitano però, non getta la spugna, decide di ritornare in Sicilia, per continuare la sua battaglia contro la mafia.
Per ulteriori approfondimenti sulla trama vedi anche qua
Analisi del romanzo "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia articolo

Il giorno della civetta: temi

Il tema di fondo del romanzo è l’omertà, unito al problema delle scelte dei cittadini manovrate da alcuni esponenti del potere e della società. Il capitano Bellodi è invece il simbolo della non arresa, neanche di fronte alle testimonianze false.
Il giorno della civetta però, non segue lo schema tradizionale del poliziesco, perché se il giallo è un genere di evasione e intrattenimento, che viene utilizzato per colmare la sete di sapere e di investigazione del lettore, la lettura del romanzo di Sciascia non appaga, specie per il finale che è tutto tranne che risolto. Entrambi, lettore e autore, sanno la verità ma entrambi vengono lasciati con l'amore di chi, nonostante sia a conoscenza di tutto, non può dichiarare risolta la questione. Nel romanzo di Sciascia lo schema è ribaltato, perché l’indagine conduce a una verità che paradossalmente non è possibile affermare e il colpevole si salva protetto dall’omertà del potere. Da qui il carattere impegnato di questo giallo-inchiesta, che fonde storia, intrigo poliziesco e realtà.
Il narratore è esterno alla storia e alterna alla focalizzazione esterna quella interna.
Lo stile è asciutto e rapido, prevalgono la paratassi e il discorso diretto dei personaggi, vivace e dinamico.
Nella scrittura di Sciascia compaiono espressioni del parlato, anche del gergo mafioso, e anche termini dialettali, per rendere il tutto il più verosimile possibile. Ciò si evince soprattutto durante l'interrogatorio del commissario con il "padrino": il dialogo presenta il momento centrale per l'identificazione dei personaggi del giallo. Il boss nega ogni responsabilità, ma sostiene la sua visione mafiosa del mondo, tutto teso ad affermare la propria superiorità, al di là delle leggi e delle regole civili. Riconosce comunque in Bellodi un avversario degno di stima e Bellodi, a sua volta, preferisce il padrino ai politici ammanigliati con la mafia.
Bellodi individua nella ricchezza accumulata in modo illecito e criminale (le tangenti per controllare l’economia, le raccomandazioni agli amici per infiltrarsi nelle imprese edilizie) il punto su cui si potrebbe far leva per incriminare Don Mariano. Tuttavia Don Mariano ostenta una tranquillità assoluta al riguardo: l’aspetto dell’inadempienza fiscale non lo preoccupa. Evidentemente sicuro di farla franca, sposta il confronto sulla sua visione dell’umanità, che rappresenta in una piramide, al cui vertice ci sono gli uomini come lui e il capitano Bellodi: forti, risoluti e decisi, ognuno nel suo ruolo e nelle sue convinzioni. Nel gradino più in basso, invece, ci sono i "quaquaraquà", quelli che starnazzano e parlano troppo ma che, soprattutto, non appaiono capaci di decidere, oppressi dalla paura.
Il commissario dunque, per volere di Sciascia e delle sue considerazioni, appare molto simile al "padrino" e deve riconoscere, mettendo da parte le sue azioni, che comunque ha di fronte un valido nemico. Lo stesso, non si può dire dei suoi complici in alta finanza o ai vertici della politica italiana.
Nel 1962, un anno dopo la pubblicazione del romanzo, venne istituita la Commissione antimafia per la lotta al potere mafioso.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del romanzo "Il giorno della civetta"?
  2. Il tema centrale del romanzo è l'omertà, che si intreccia con le scelte dei cittadini influenzate da esponenti del potere. Il capitano Bellodi rappresenta la resistenza contro questa cultura del silenzio.

  3. Come si differenzia "Il giorno della civetta" dagli altri romanzi gialli?
  4. A differenza dei tradizionali gialli, il romanzo di Sciascia non offre una risoluzione soddisfacente; l'indagine porta a una verità che non può essere affermata, evidenziando l'impotenza di fronte all'omertà del potere.

  5. Qual è il ruolo del capitano Bellodi nel romanzo?
  6. Bellodi è un simbolo di giustizia e resistenza, un ex partigiano che affronta le difficoltà dell'indagine contro la mafia, rappresentando la lotta contro le ingiustizie e le complicità politiche.

  7. In che modo Sciascia utilizza il linguaggio nel romanzo?
  8. Sciascia adotta uno stile asciutto e rapido, utilizzando il discorso diretto e il gergo mafioso, rendendo la narrazione verosimile e vivace, soprattutto durante i dialoghi tra i personaggi.

  9. Qual è l'importanza storica di "Il giorno della civetta"?
  10. Pubblicato nel 1961, il romanzo ha anticipato la creazione della Commissione antimafia nel 1962, sottolineando l'urgenza di affrontare il potere mafioso e le sue infiltrazioni nella società e nella politica italiana.

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