Concetti Chiave
- Sciascia è il primo autore a trattare la mafia in un romanzo divulgativo, analizzandola come un fenomeno storico e socioeconomico.
- Il romanzo denuncia la mafia come un fenomeno reale, evidenziando l'interesse economico dei mafiosi anziché un codice d'onore.
- La figura del capitano Bellodi è ispirata a un maresciallo dei carabinieri, rappresentando un nuovo punto di vista sulla mafia.
- La trama ruota attorno alle indagini di Bellodi sull'omicidio di un imprenditore, svelando la connessione tra mafia e politica.
- Il romanzo presenta due piani narrativi: uno sulle indagini di Bellodi e uno sui dialoghi tra politici corrotti, evidenziando la complicità con la mafia.
Indice
L'approccio scientifico di Sciascia
Sciascia è consapevole di essere il primo autore ad aver trattato in un romanzo divulgativo il tema della mafia in modo esplicito e con un approccio di tipo scientifico: la mafia viene indagata come un fenomeno storico e socioeconomico che può essere razionalmente compreso, spiegato e contrastato.
Qual è la denuncia della mafia?
Il romanzo vuole mostrare che la mafia esiste davvero, che non è un fenomeno folkloristico esclusivamente siciliano e che i mafiosi non sono uomini d’onore, uomini che proteggono i più deboli, ma delinquenti il cui unico interesse è di tipo economico. Inoltre, si vuole denunciare il fatto che la mafia si serve non solo di mezzi illeciti, ma anche delle proprie infiltrazioni nello stato. Questa idea della mafia, all’inizio degli anni ’60, scandalizza l’opinione pubblica.
Ispirazione e personaggi
Il romanzo è ispirato all’omicidio del sindacalista e politico antifascista e antimafioso Accursio Miraglia, avvenuto nel 1947, mentre la figura del capitano Bellodi è modellata su quella del maresciallo dei carabinieri Renato Candida, autore di un libro intitolato “Questa Mafia” (1956), nel quale la mafia viene presentata come un fenomeno economico. Il libro può essere considerato come un antecedente del “Giorno della Civetta”. Candida è stato privato del proprio incarico e trasferito dalla Sicilia a Torino per i contenuti scomodi del proprio saggio, ma non ha rinunciato al proprio impegno contro la mafia; anche questi elementi si riflettono nel “Giorno della Civetta”. Nel romanzo la “non sicilianità” di Bellodi è molto importante; egli infatti diventa portatore di un punto di vista nuovo.
La trama del romanzo
Per quanto riguarda la trama, il protagonista del romanzo è il capitano dei carabinieri Bellodi, ex avvocato ed ex partigiano originario di Parma che ha deciso di mettere la propria passione civile al servizio della comunità. Bellodi, utilizzando lo strumento della ragione, conduce le indagini sulla morte di un piccolo imprenditore edile, Salvatore Colasberna, assassinato per aver rifiutato la protezione della mafia locale. Bellodi scopre, grazie al “confidente” che l’assassino è Diego Marchica, un malvivente da poco uscito di prigione, e che il mandante è Rosario Pizzuco, figura molto vicina al boss del paese. E ancora il confidente a fare il nome di quest’ultimo, don Mariano Arena, in una lettera inviata a Bellodi prima di essere colpito dalla vendetta mafiosa. Il capitano fa arrestare don Mariano, suscitando l’ira dei politici democristiani in accordi col boss.
Tornato momentaneamente a Parma, Bellodi apprende dai giornali che la sua inchiesta è stata smantellata. Decide tuttavia di tornare in Sicilia per proseguire la sua lotta contro la mafia.
Stile e piani narrativi
Dal punto di vista stilistico, l’autore utilizza un italiano medio; gli elementi di "sicilianità" presenti nel linguaggio sono funzionali a una resa realistica dei fatti.
Ci sono due piani narrativi:
1.Il piano narrativo principale, che si sviluppa intorno all’omicidio di Salvatore Colasberna e alle indagini sul caso dirette da Bellodi; la vicenda è raccontata in terza persona da un narratore onnisciente.
2.Un piano parallelo e occulto rappresentato dai dialoghi che si svolgono tra gli onorevoli democristiani, corrotti, nonché i veri responsabili di ciò che accade in Sicilia.Questo duplice piano narrativo è utile all’autore per sottolineare la contrapposizione tra una verità conosciuta da tutti e una verità occulta, rappresentata dalla complicità dello Stato con la mafia.
Il romanzo registra anche le evoluzioni recenti del fenomeno mafioso. Infatti, fino agli anni ’50, la mafia interveniva nel mondo agrario, ma quando l’Italia è coinvolta nel boom capitalistico, essa si sposta verso il mondo dell'imprenditoria edile.
Domande da interrogazione
- Qual è l'approccio innovativo di Sciascia nel trattare il tema della mafia?
- Come viene rappresentata la mafia nel romanzo?
- Qual è l'ispirazione dietro il personaggio del capitano Bellodi?
- Qual è la trama principale del romanzo?
- Come si struttura il piano narrativo del romanzo?
Sciascia si distingue per il suo approccio scientifico, trattando la mafia come un fenomeno storico e socioeconomico che può essere compreso e contrastato, un aspetto pionieristico per l'epoca.
La mafia è descritta come un fenomeno reale e non folkloristico, con mafiosi che sono delinquenti motivati da interessi economici, e non uomini d'onore, denunciando anche le loro infiltrazioni nello stato.
Bellodi è ispirato al maresciallo Renato Candida, che ha scritto un libro sulla mafia come fenomeno economico, e la sua "non sicilianità" rappresenta un punto di vista nuovo e critico sulla situazione mafiosa.
La trama segue il capitano Bellodi, che indaga sull'omicidio di Salvatore Colasberna, scoprendo legami con la mafia locale e affrontando l'opposizione dei politici corrotti, prima di tornare in Sicilia per continuare la sua lotta.
Il romanzo presenta un piano narrativo principale che segue le indagini di Bellodi e un piano parallelo con dialoghi tra politici democristiani, evidenziando la contrapposizione tra verità pubblica e verità occulta legata alla complicità dello Stato con la mafia.