Le Avanguardie

I movimenti d'avanguardia, attivi in Europa dai primi del ‘900 alla metà degli anni Venti circa, ebbero alcuni caratteri comuni:
– la critica radicale ai tradizionali codici artistici
– la conseguente ricerca di nuove forme espressive;
– la diffusione di enunciati di poetica attraverso i "manifesti";
– la contaminazione fra le diverse arti;
– la critica alla società borghese.

Nell'ambito del Decadentismo in Italia si colloca l'esperienza dei cosiddetti "vociani", poeti legati all'ambiente della rivista fiorentina "La Voce" fondata nel 1908 da Giuseppe Prezzolini (1882-1982).
La produzione dei vociani è costituita soprattutto da liriche di impronta autobiografica, da confessioni intime, ed è caratterizzata da un profondo senso morale e umani.
La poesia italiana del primo Novecento è caratterizzata dall'avvento del verso libero, un tipo di verso che infrange gli schemi prosodici e metrici tradizionali, permettendo la formazione di versi di lunghezza variabile e non legati dal vincolo della rima.
Questa particolare innovazione ha i suoi antecedenti in alcune esperienze dei simbolisti francesi, in particolare di Rimbaud che nel 1886 pubblica sulla rivista "La Vogue" due liriche (Marina e Movimento) formate interamente da versi liberi.

• Clemente Rebora
Ricorda l’espressionismo di Trakl; le sue sono spesso poesie di guerra (uno stile di cui faremo esperienza leggendo le poesia di Ungaretti): spesso sono crude.
• Dino Campana
È il poeta italiano che ha più affinità con Rimbaud; è un simbolista. Fece una vita terribile e sfortunata, finì addirittura in manicomio.
Scrisse i Canti Orfici (Orfeo è colui che andò all’Inferno per riprendere la moglie), il cui nome è ispirato o a Orfeo stesso o dal bar (bar Orfeo) che frequentava  ironicamente potrebbe non avere questo gran significato come sembra in apparenza. Li mandò all’editore e si persero, li dovette riscrivere tutti.
• Camillo Sbarbaro
Rappresenta la sua filosofia attraverso simboli di aridità e durezza presi dalla terra ligure; appartiene al filone che ci porterà a Montale.
Il Futurismo
Nasce in Italia e si sviluppa in Russia (vedi Majakovskij); ebbe i migliori risultati nelle arti figurative.
Il suo scopo era rompere con il passato e con la tradizione; i futuristi definivano il loro atteggiamento antipassatismo (passatismo=atteggiamento di chi è fautore del passato). Arrivarono a dire che era necessario bruciare tutti i musei, le biblioteche e soprattutto il chiaro di Luna.
L’iniziatore è considerato Filippo Tommaso Marinetti: pubblicò il manifesto e fu autore della grande campagna pubblicitaria che ne permise la diffusione. I futuristi non si limitavano a pubblicare, spesso organizzavano in luoghi pubblici delle serate, che finivano a s****ttate poiché loro amavano provocare.
Fondarono una rivista, Lacerba. Da dove viene il nome?
• Acerba è una donna dello stilnovismo cantata da Ceppo D’Ascoli;
• Acerba perché volevano essere aspri, acerbi.
Il nome è scritto senza apostrofo perché uno dei loro scopi era l’abolizione della sintassi, di ogni regola della grammatica e della punteggiatura.
Volevano infatti buttare via tutto del passato: le forme metriche, i temi, il linguaggio.
Letteratura del passato: sentimento dell’io lirico soggettivismo: è necessario eliminarlo, uccidere l’io  la letteratura doveva rappresentare l’oggettività della materia, in particolare le forme più nuove della materia, cioè le cose della modernità (macchine, velocità, nuove armi, aerei, la guerra ecc.)
es. poesie per descrivere un aeroplano.
Ogni poesia doveva essere scritta in una lingua nuova, che non avesse niente i comune con quella tradizione della letteratura e della poesia  demolire la sintassi, eliminare la metrica, la punteggiatura, le parole “in libertà” (accostate a sentimento).
Anche l’aspetto della pagina era da modificare (es. scrivere per traverso, una parola qua e una là, in cerchio ecc.).
I maggiori esponenti furono Marinetti, Palazzeschi & Govoni (che venivano dal crepuscolarismo)
Es. Govoni – Aborti, per indicare cose non volute, rifiutate.
Molti degli scritti sono dei nonsense; Govoni scrisse anche poesie con inserite immagini, sul modello poesia visiva iniziata dallo scrittore francese Apollinaire che scrisse i “Calligrammi”.
Marinetti – esempio tipografico da Zang Tumb Tumb, oggetto: guerra in Libia.
Ricco di parole che vogliono descrivere i suoni della guerra.

Arte visiva: posizionare le parole in base alla scena che si vuole rappresentare (es. un pallone  le metti in cerchio).

Autoritratto di Govoni

Immagine: si rifà all’idea dei crepuscolari della perdita dell’aureola del poeta. Le parole sono intrise di retorica futurista (es. le labbra sono il divano pallido dei baci, la bocca come una macchina da scrivere ecc.); allusione all’aspetto scientifico delle cose.
C’è anche il colorismo; già da Crepuscolare Govoni amava rappresentare la realtà come i pittori Fauve (accostamento di colori contrastanti, che non stavano bene insieme).
Anche questo era una ripresa di Apollinaire, ma c’è una grande differenza fra lui e i Futuristi: in Apollinaire cambia la rappresentazione ma non la sostanza, se anche la poesia fosse scritta in righe manterrebbe il suo valore.

Manifesto del futurismo

Pubblicato dal «Figaro» di Parigi il 20 febbraio 1909
Esaltazione dei progresso tecnico e scientifico, e delle prospettive affatto nuove che esso apre, passione per il nuovo valore, la velocità, corsa verso il futuro e bisogno di liberarsi dei limiti, dei retaggi che la vecchia cultura impone: sono questi gli elementi base del Manifesto dei futurismo, esasperati in asserzioni dogmatiche quanto quelle della cultura che si vuole distruggere, tanto che dalla letteratura nuova il Manifesto passa ad appoggiare l'interventismo, il nazionalismo, la guerra, come valori, come realizzazione dell'uomo nuovo. Così le giuste istanze contro una letteratura accademica, barbosa, immobile, vengono fuorviate, strumentalizzate, diremmo oggi, associandosi a un progetto politico che non ne raccoglie se non le immagini e le forze superficiali, il fascismo, ma che in realtà ne distrugge le potenzialità innovatrici. [..p661]

Manifesto tecnico della letteratura futurista

Abbiamo visto, nel manifesto precedente, quale intervento sui contenuti dell'arte e della letteratura intendesse operare il rnovimento futurista. Questo manifesto tecnico - datato 11 maggio 1912 - propone, invece, di regolare l'intervento sulle forme letterarie. Era accluso alla prima antologia dei Poeti futuristi pubblicata dalle Edizioni di «Poesia», rivista internazionale fondata a Milano nel 1905 dallo stesso Marinetti con Sem Benelli e Vitaliano Ponti. Tra i collaboratori italiani sono, tra gli altri, Pascoli, Gozzano, Lucini e Palazzeschi. Proprio sul «manifesto tecnico» Lucini ruppe con Marinetti, per motivi politici (era contrario all'intervento militare in Libia) e letterari.
In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell'aviatore, io sentii l'inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!
Fernando Pessoa scrisse “Marinetti accademico” (da “Una Sola Moltitudine”), per prendere in giro Marinetti che è stato riconosciuto poeta ufficiale dal governo Mussolini e messo a capo dell’Accademia.
Il futurismo non è stata che una delle tante avanguardie iniziate intorno al 1910, durarono per il corso della Prima Guerra Mondiale e, dopo essersi perse, ritornarono nel 1950.

Un’ulteriore avanguardia che ebbe larga diffusione è stato il Dadaismo (non solo in letteratura).
La poetica del dadaismo è stata elaborata da Tristan Tzara.
Perché vien dato questo nome? Perché Dadà non significa nulla, se non il balbettio di un bambino che non sa parlare  vuole esprimere l’incapacità di esprimersi del poeta, che rifiuta ogni canone grammaticale tradizionale e procede per associazioni libere. Propone la tecnica del collage: a livello artistico, consisteva nel mettere insieme vari oggetti, parti di testo ecc.
Come fare una poesia dadaista
1. Prendete un giornale.
2. Prendete un paio di forbici.
3. Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
4. Ritagliate l’articolo.
5. Tagliate ancora con cura ogni parola che forma tale articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto.
6. Agitate dolcemente.
7. Tirate fuori le parole una dopo l’altra, disponendole nell’ordine con cui le estrarrete.
8. Copiatele coscienziosamente.
9. La poesia vi rassomiglierà.
10. Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, s’intende, incompresa dalla gente volgare.
Il concetto alla base di questa corrente è l’anarchia espressiva: l’uomo deve sentirsi libero di esprimersi come si sente, non dovrebbe essere obbligato a farlo secondo i mezzi convenzionali (come è ad esempio la sintassi).
Marcel Duchamp, “inventore” del “già pronto”: decontestualizzazione degli oggetti (es. La fontana, Ruota di bicicletta) per rifiutare l’idea comune che arte è qualcosa che l’autore fa di suo, che sa fare solo lui.
Idea della dissacrazione: in una società in cui trionfa solo chi sa vendersi e non ha rispetto per la produzione artistica, è necessario inserire questi elementi perché una società così, deve accettare anche questo  è un “vi voglio prendere in giro e voi idioti che avete questa mentalità venite a comprarla per la logica del consumismo”.
Altra tecnica: Performance: fare del proprio corpo un’opera d’arte (body art ante litteram).
Vedi Duchamp, Tonsure (il cerchietto rasato che si facevano i preti).
Ironia sul gender: si traveste da donna e intitola il quadro Rose Selavy, suono simile a l’eros est la vie, il sesso è la vita.

Il Surrealismo

Recepisce il messaggio Freudiano secondo cui la verità più profonda è racchiusa nell’inconscio; gli artisti surrealisti propongono quindi una forma di arte che dia sfogo alla parte inconscia della persona.
≠ Rimbaud, che nella lettera del veggente sostiene che l’artista possa esprimere anche la sua parte più inconscia con le parole, come un uncino che tira fuori le parole, che comunque mantengono una loro logica nonostante non si capisca il perché.
Nel Surrealismo l’idea è quella della scrittura automatica, sulla scia dell’idea freudiana di lasciare parlare il paziente senza freno, per dare sfogo ai pensieri dell’inconscio. È necessario mettersi davanti a un foglio bianco, liberarsi dai pensieri e scrivere le parole così come le pensiamo.
Fu fondato nel 1924 da André Breton.
Il Surrealismo in pittura: la solarizzazione (processo che può avvenire durante lo sviluppo di una foto, in base a come viene data la luce nella camera oscura). È difficile controllare questa luce, lasciando grande spazio alla casualità: una cosa così oggettiva come una fotografia può essere trasformata dalla mano di un artista. Ciò significa che l’uomo cerca di controllare la realtà, ma non potrà mai ottenere un controllo vero su di essa.
Manifesto surrealista: Qu’est-ce que se Surréalisme?
Vogliono esprimere un pensiero fuori dalla preoccupazione morale.
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