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Pasolini, Pier Paolo-la vita

Pasolini nasce a Bologna nel 1922. E’ soprannominato il Centauro, figura mitologica che è per metà uomo e per metà animale; infatti, Pasolini mette in risalto, di sé, una componente razionale e una componente istintuale che convivono, ma confliggono.
La madre è di origine friulana, in particolare del piccolo paese di Casarsa, mentre il padre è di origine ravennate. Pasolini è e rimarrà sempre legato alla madre, Susanna Colussi, da un rapporto affettivo esclusivo. Il padre è un ufficiale dell’esercito, ed è periodicamente costretto a cambiare residenza.
La formazione di Pasolini è umanistica. Frequenta il liceo classico, quindi si iscrive alla facoltà di Lettere. Si laurea con una tesi su Giovanni Pascoli, dal quale Pasolini trarrà lo sperimentalismo formale.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il padre è richiamato nell’esercito. Verrà fatto prigioniero in Africa, ma sopravvivrà e sarà liberato nel 1945.

Il resto della famiglia si rifugia a Casarsa, dove Pasolini vive per circa tutti gli anni ’40. Sono anni molto importanti per la formazione culturale e intellettuale di Pasolini; egli, per la prima volta, incontra in modo diretto il mondo contadino e la cultura popolare friulana, alla quale era già familiare grazie alla madre, che con il figlio ha sempre parlato il dialetto friulano.
A Casarsa, Pasolini si innamora del dialetto locale, tanto che, nel 1942 pubblica una raccolta di poesie in dialetto friulano intitolata “Poesie a Casarsa”. Quindi,il suo esordio come poeta non è in lingua italiana, ma in dialetto friulano. Sono poesie in cui vengono trattati i temi, tratti da Pascoli, di una natura che tende ad assumere significati simbolici, della morte e dell’affettività del poeta; inoltre, la componente autobiografica è prevalente. Pasolini affianca alla versione originale in dialetto la traduzione in lingua italiana affinché la sua voce poetica venga conosciuta e compresa.
L’amore che Pasolini matura per il dialetto friulano non si manifesta soltanto nella scrittura poetica. Egli fonda infatti un’ accademia della lingua friulana e una rivista che dia spazio a questa lingua. Il dialetto friulano viene vissuto dal poeta come la possibilità di sperimentare un nuovo territorio linguistico; infatti, il dialetto friulano non possedeva una propria tradizione poetica.
Lavora come insegnante nelle scuole medie; viene però accusato di corruzione di minori e viene processato. Si manifesta quindi la sua omosessualità e, in particolare, la sua attrazione verso il mondo della gioventù maschile.
Nel febbraio del 1945, il fratello minore, Guido Pasolini, è vittima dell’eccidio di Porzus in quanto partigiano della brigata Osoppo. Aderisce all’ ideologia marxista e si iscrive al Partito Comunista, ma l’anno successivo viene espulso per la sua dichiarata omosessualità. Il rapporto tra Pasolini e il Partito Comunista sarà sempre conflittuale.
La famiglia si trasferisce a Roma, dove vive in condizioni molto precarie.
Tuttavia, a Roma Pasolini ha la possibilità di stringere rapporti significativi con altri intellettuali e di entrare a far parte della vita culturale italiana, di cui diventa uno dei protagonisti.Pubblica poesie sia in italiano sia in dialetto friulano; e due romanzi sperimentali, “Ragazzi di Vita” e “Una Vita Violenta”. Nel 1954, tutte le poesie in dialetto friulano sono raccolte sotto il titolo “La Meglio Gioventù”; anche questa raccolta include la traduzione in lingua italiana. Inoltre scrive saggi di critica letteraria e articoli impegnati sul piano sociale e politico e nei quali prende posizioni molto nette e molto personali. Nel 1957 pubblica la raccolta di poemetti in rima dantesca intitolata “Le ceneri di Gramsci”. Gli articoli che pubblica tra il 1973 e il 1975 sul “Corriere della Sera” e sul “Tempo”, verranno raccolti, dopo la sua morte, sotto il titolo di “Scritti Corsari”. A Roma, oltre a scrivere, diventa regista e fonda una rivista sperimentale insieme ad altri scrittori italiani, tra cui Roberto Roverso e Francesco Leonetti, i quali condividono la poetica pasoliniana dello sperimentalismo. La rivista è intitolata “Officina” e ha vita dal 1955 al 1959. Il nome della rivista rimanda al campo semantico del lavoro in fabbrica; dal punto di vista letterario, la rivista propone una scrittura che coniughi l’impegno sociopolitico all’impegno stilistico e formale.
Viene ucciso all’inizio del novembre del 1975. Inizialmente la sua morte viene attribuita ad un unico assassino, Piero Pelosi, un ragazzo con cui Pasolini aveva avuto una relazione. Col tempo, si scoprirà che all’omicidio avevano collaborato alcuni complici, inizialmente non denunciati da Pelosi perché essi avevano minacciato la sua famiglia. E’ stata anche avanzata l’ipotesi che l’omicidio di Pasolini sia stato un delitto di Stato; si tratta di un’ipotesi verosimile in quanto Pasolini è stato un intellettuale molto scomodo ad alcune aree del potere politico e mafioso italiani.

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