Ominide 1009 punti

Giorgio Caproni (Livorno 1912 – Roma 1990)

Biografia: Caproni si trasferì a Genova a dieci anni. Diplomatosi maestro elementare, dal 1935 cominciò ad insegnare in Valtrebbia, dove in seguito combattè nelle file delle formazioni partigiane. Dopo la guerra si trasferì a Roma. I temi della poesia di Caproni sono la città, la madre e il viaggio. Le città amate, Genova e Livorno, sono lo sfondo costante, con i loro colori e profumi caratteristici e le loro attività quotidiane. Spicca Genova, città dei grandi spazi aperti sul mare, ma anche città tentacolare. La madre è rievocata giovane e con tratti edipici. Tema più esistenziale è quello del viaggio. allegorico poiché l’intera esistenza è vista come un cammino verso il misterioso post-mortem.

Opere. Il passaggio di Enea: consta di una trentina di testi, tra cui spiccano oltre alla sezione dedicata ad Enea, i Lamenti, composti negli ultimi anni di guerra nella straziante percezione delle distruzioni e della violenza subita, e le Stanze della funicolare, viaggio nella parte alta di Genova. Il titolo è dettato dallo spostamento della statua d’Enea, dopo varie peregrinazioni, in Piazza Bandiera presso l’Annunziata, una delle piazze più bombardate della città.

L’ascensore (1948): è la salita “in paradiso sull’ascensore di Castelletto”, che dal mare porta nella zona collinosa retrostante. E’ un viaggio metafisico narrato con intonazione onirica: una fuga dalla quotidianità degli affetti domestici (“nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo”) verso l’irrealizzabile sogno di trovarsi con la madre “soli e fidanzati”.

Litania: Caproni esprime il suo amore verso Genova, la città indimenticabile. Il tono cantilenante e ritmico è dato dalla costante ripetizione del vocativo Genova nei versi dispari, a cui si affiancano nei versi pari, scintillanti associazioni verbali di commento (“Genova mia città intera. / Geranio. Polveriera. / Genova di ferro e aria, / mia lavagna, arenaria…Genova di lamenti. Enea. Bombardamenti.”). Infine Genova è la città della poetica, “bersaglio fisso dove inclina la rondine: la rima”.

Il seme del piangere (1950-1958): i trenta testi sono autoinviti a superare la fase del dolore per la morte della madre, Anna Picchi, per cantarne la vita e le opere. La prima sezione, intitolata Versi livornesi, è dedicata a ricostruirne una biografia come giovinetta attiva e laboriosa in una Livorno incantata e magica che ella allieta con la sua presenza schiva e serena. La seconda sezione, più breve, è intitolata “Altri versi” e comprende anche versi per il padre e amico Ferruccio Ulivi.

Preghiera: è una canzonetta di stampo stilnovistico, dal lessico quotidiano. La figura materna presentata è anteriore alla maternità: una giovinetta “con la camicetta, e il rubino di sangue, sul serpentino d’oro che lei portava sul petto”. Si chiude con la vocazione del poeta alla sua anima, che deve ricercare la donna-angelo.

Il muro della terra (1964-1975): sono una settantina di testi, epigrammi, vocalizzi, divertimenti, come li definisce il poeta. Propone con amara ineluttabilità la consapevolezza del poeta di non potere perforare il “muro della terra”, cioè di non poter superare il limite comune della condizione comune, per accedere a qualche sicurezza o speranza ultraterrena. I temi ricorrenti sono quelli del vuoto e della solitudine.

Ritorno (1971): il tema principe è quello del viaggio senza meta, della percezione dell’assenza, della scoperta della vanità dell’esistenza. L’autore ribadisce la sua inconciliabile e definitiva in appartenenza al mondo e alla vita (“Sono tornato là dove non ero mai stato. Nulla, da come non fu, è mutato”).

Il conte di Kevenhueller: è una operetta a brani, per cui Caproni trae spunto dal governatore austriaco di Milano che nel 1792 offriva una ricompensa a chi uccidesse una bestia aggirantesi nelle campagne. La farneticante “grida” provoca stupore nel poeta, visto il delicato momento storico-politico. Ne nasce quindi una amara riflessione sulle fobie dell’uomo, e sulla bestia, simbolo di libertà e di minaccia sull’uomo contemporaneo.

Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email