Nel capitolo 6 del Principe si parla dei principi che hanno conquistato il principato con armi proprie, mentre dalla fortuna hanno avuto solo l'occasione. "Non si meraviglia alcuno se nel parlare che io farò dè Principati al tutto nuovi, e di Principe e di Stato, io addurrò grandissimi esempi, perché camminando quasi sempre per le vie battute da altri, e procedendo nelle azioni loro con le imitazioni, nè si potendo le vie d'altri al tutto tenere, nè alla virtù di quelli che tu imiti, aggiungere, debbe un uomo prudente entrare sempre per vie battute da uomini grandi, e quelli che sono stati eccellentissimi, imitare, acciocchè se la sua virtù non v'arriva, almeno ne renda qualche odore; e fare come gli arcieri prudenti, ai quali parendo il luogo, dove disegnano ferire, troppo lontano, e cognoscendo fino a quanto arriva la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta, che il luogo destinato, non per aggiungere con la loro forza o freccia a tanta altezza, ma per potere con lo aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro". Ed è qui che Machiavelli fa l'esempio di 4 grandi uomini:

-Ciro, fondatore della monarchia persiana perché aveva trovato i Persi scontenti dell'impero dei Medi;
-Mosè che liberò gli Ebrei dall'Egitto guidandoli verso la Terra Promessa e dando loro le leggi;
-Romolo che fu il primo re di Roma dopo essere stato abbandonato ad Alba;
-Teseo che fu re di Atene dopo aver riunito i popoli dell'Attica che erano divisi in 12 città in un organismo politico unico.

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