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Il tema della fortuna e II principe


Anche se collocato verso la fine del libro, il capitolo dedicato al tema della fortuna rappresenta uno snodo problematico fondamentale per l’intero trattato: l’equilibrio tra virtù e fortuna è infatti determinante per delimitare il raggio di azione dell’uomo rispetto agli eventi. Il tema, di tradizione classica, era uno dei tópoi della riflessione politica.


Per comprendere fino a che punto questo della fortuna sia un tema centrale nel libro di Machiavelli, occorre considerare la portata delle sue implicazioni. Si vedrà, così, come ha rilevato il critico Gennaro Sasso, che la centralità del rapporto tra virtù e fortuna è collegata alla validità stessa del libro che Machiavelli andava scrivendo, poiché in un mondo totalmente in balia della fortuna sarebbe stato di nessun valore un trattato rivolto all’istruzione dei principi e all’insegnamento della virtù politica.
Ne deriva che Machiavelli, trattando il tema della fortuna, non lo scinde mai da una più generale riflessione politica. Se da un lato il dissesto storico e morale degli Stati italiani sembrerebbe dimostrare il dominio incontrastato della fortuna, dall’altro Machiavelli si oppone all’idea che l’uomo debba arrendersi al corso degli eventi e tenta con tutte le sue forze di ricondurre l’agire politico sotto il controllo della razionalità e dell’umana capacità di previsione.
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