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Pirandello, Luigi-"I Giganti della Montagna"

“I Giganti della Montagna” è un dramma che appartiene a quella parte di produzione pirandelliana che può essere definita surrealista. Infatti, la storia, suddivisa in tre atti, è inverosimile. In realtà, mentre i primi due atti vengono pubblicati a puntate, il terzo non viene mai scritto, e quindi il finale della storia è aperto.
Una compagnia di attori girovaghi, guidata dalla contessa Ilse, non trovando accoglienza nei comuni teatri, giunge ad una villa che sembra abbandonata. Gli strani e misteriosi abitanti della villa sono il mago Cotrone e gli Scalognati. Essi non sono uomini, ma anime, e ognuno rappresenta una forma d’arte. Gli Scalognati cercano dapprima di allontanare la compagnia con tuoni, fulmini, apparizioni di fantasmi. Ma poiche` i commedianti non si lasciano intimorire, alla fine li accolgono. Cotrone cerca di convincere la contessa a recitare per gli ospiti della villa il suo dramma, una storia scritta per lei da un giovane poeta che, innamorato e da lei respinto, si e` ucciso. Questo dramma è, in realtà, una commedia dello stesso Pirandello, la “Favola del Figlio Cambiato”.La villa e` una ‘dimora molto particolare’, dove tutto puo` realizzarsi, basta volerlo: “Siamo qui come agli orli della vita, Contessa” dice Crotone ad Ilse “Gli orli, a un comando, si distaccano, entra l’invisibile: vaporano i fantasmi. E` cosa naturale. Avviene cio` che di solito nel sogno. Io lo faccio avvenire anche nella veglia. Ecco tutto. I sogni, la musica, la preghiera, l’amore… Tutto l’infinto che e` negli uomini, lei lo trovera` dentro e intorno a questa villa”. Inoltre, quando si entra nella villa si è maschere nude, si è consapevoli di recitare una parte. Poiché Ilse non accetta. Cotrone le propone di recitare la sua favola ai Giganti della montagna, potenti e rozzi signori occupati nella realizzazione di grandi opere. I giganti non accettano di assistere alla rappresentazione ma vi inviano i propri servitori, esseri altrettanto rozzi e insensibili. Ne “I Giganti della Montagna” si ha quindi un esempio di meta teatro: vi è una rappresentazione all’interno della rappresentazione stessa. Urla e fischi accolgono lo spettacolo, poiché esso è troppo lontano dalle possibilità di comprensione e di gradimento degli spettatori. Gli attori reagiscono, Ilse viene uccisa. Nella parte finale è esplicita la critica alla borghesia del tempo, ignorante e insensibile nei confronti dell’arte.

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