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Bonagiunta Orbicciani


Bonagiunta Orbicciani si colloca prima dello stil novo e fa parte della scuola toscana. Era nato a Lucca e abbiamo 38 suoi componimenti, che ricalcano la lirica siciliana. In particolare è importante un sonetto indirizzato a Guido Guinizzelli, in cui lo accusava di aver cambiato il modo di scrivere d’amore. Guinizzelli sarà infatti il precursore del dolce stil novo. Bonagiunta aveva notato che il modo di poetare stava cambiando: lui accusa Guinizzelli e altri di introdurre un eccessivo intellettualismo nelle poesie d’amore. Il dolce stil novo di Guinizzelli era molto complesso. Si trattava per lo più di scrittori provenienti dall’università di Bologona, che aveva un elevatissimo livello culturale, e questo li porta, nelle loro poesie, a fare riferimenti culturali molto arditi, molto complessi e difficili da comprendere.

Voi ch'avete mutata la mainera


È il sonetto scritto da Bonagiunta e indirizzato a Guido Guinizzelli. Attenzione: queste poesie non avevano nessun titolo. Siamo noi che glielo abbiamo dato dopo, prendendo il primo verso del componimento.
Il sonetto è composto da due quartine e due terzine. Fa parte di una “tenzone” (= “gara”), cioè dei botta e riposta fra i poeti in cui dibattevano fra di loro o semplicemente scherzavano (es. quella fra Dante e Forese Donati, in cui i due si accusano scherzosamente). In questo caso lo scontro letterario è incentrato sul tema letterario. Bonagiunta accusa Guinizzelli di scrivere poesie troppo complesse e con riferimenti culturali troppo elevati e incomprensibili ed egli gli risponderà che se lui non aveva la cultura sufficiente per comprendere le loro opere, peggio per lui.

1.Voi, ch’avete mutata la mainera
2.de li plagenti ditti de l’amore
3.de la forma dell’esser là dov’era,
4.per avansare ogn’altro trovatore,

5.avete fatto como la lumera,
6.ch’a le scure partite dà sprendore,
7.ma non quine ove luce l’alta spera,
8.la quale avansa e passa di chiarore.


Voi, che avete mutato lo stile
dei piacevoli versi d'amore
dalla loro forma precedente,
per superare ogni altro poeta,
avete fatto come la lanterna
che illumina le zone buie,
ma non qui [in Toscana] dove risplende il sole,
che supera con la sua luminosità [ogni altra luce].

“Voi avete creato questa nuova maniera di poetare per superare nello stile tutti gli altri poeti e cercate con la vostra poesia di portare la luce, di illuminare le zone buie e oscure, come con una lanterna. Ma non ci riuscirete qui, in Toscana, dove splende la luce del più grande dei poeti, che supera con la sua luminosità tutte le altre. Qui probabilmente si parla di Guittone d’Arezzo, che è considerato il massimo esponente della lirica toscana. Tuttavia l’accostamento di parole “avansa - chiarore” fa pensare che si faccia invece riferimento a Chiaro Davanzati.

9.Così passate voi di sottigliansa,
10.e non si può trovar chi ben ispogna,
11.cotant’ è iscura vostra parlatura.


Allo stesso modo voi superate [tutti] in sottigliezza
e non si può trovare qualcuno che spieghi bene [i vostri versi],
a tal punto il vostro stile poetico è oscuro.

“Siete diventati tanto sottili (in intellettualismo e in artifici retorici) che non si può trovare chi sia in grado di spiegare quello che voi dite, perché il vostro modo di poetare è oscuro (artificioso, intellettuale).

12.Ed è tenuta gran dissimigliansa,
13.ancor che ’l senno vegna da Bologna,
14.traier canson per forsa di scrittura.


Ed è considerata una grande stravaganza,
anche se il senno viene dalla città di Bologna,
scrivere canzoni con richiami alle Sacre Scritture [alla teologia].

“Ed è considerata una rande stranezza, anche se la vostra cultura vi viene da Bologna, scrivere poesie d’amore partendo da riferimenti teologici e letterari”. Per Bonagiunta l’amore non dovrebbe trarre forza dalle scritture precedenti. Lui accusa Guinizzelli di di esprimersi con concetti più filosofici e teologici che letterari. Sono concetti troppo complessi e incomprensibili, nessuno riesce a spiegarli.

Da questo sonetto risulta quindi evidente che Orbicciani critica il nascente stil novo e gli stilnovisti. È proprio per questo che Dante nel purgatorio mette proprio lui a riconoscere la grandezza di questo nuovo stile, quasi per fare in modo che egli ritrattasse la sua critica. Era di fatto un poeta secondario, perciò non c’era motivo di metterlo insieme al Notaro e a Guittone, ma Dante lo mette lì appositamente a pronunciare l’elogio al dolce stil novo, perché lui era stato uno dei suoi principali critici.
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