Sapiens Sapiens 13858 punti

Guido Cavalcanti - Voi che per li occhi mi passaste ’l core (Canzoniere, I)

Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E’ vèn tagliando di sì gran valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.
Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr'occhi gentil’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.
Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto
che l’anima tremando si riscosse

veggendo morto ’l cor nel lato manco.

Parafrasi


Voi [oh donna] che servendovi dello sguardo mi avete trafitto il cuore
ed avete risvegliato la mente assopita
rivolgete la vostra attenzione alla mia vita piena d’angoscia,
che a forza di sospiri viene distrutta da Amore.

Egli (=Amore) si fa avanti colpendo di taglio con tale forza
che i deboli spiriti vitali fuggono:
solo l’aspetto del viso resta in potere di Amore
insieme alla voce in grado di esprimere dolore.

Questa potenza dell’amore che mi ha distrutto
presse avvio rapidamente dai vostri occhi leggiadri:
e mi scagliò una freccia in un fianco.

Al primo lancio, il colpo andò proprio a segno
a tal punto che l’anima tremando ebbe un sussulto
nel vedere il cuore inerme dalla parte sinistra.

Analisi


La vista della donna, causa un conflitto interiore nel poeta. L’azione può essere ricostruita in questo modo: la donna appare al poeta e gli rivolge lo sguardo. Lo sguardo è simile ad una freccia d’amore che attraverso lo sguardo del poeta si conficca nel cuore di quest’ultimo. L’anima che stava riposando, si sveglia con un sussulto; di fronte a tale assalto d’amore, gli spiriti vitali fuggono ed il cuore, orma trafitto muore. Rimane soltanto l’aspetto esteriore del viso ed una debole voce, entrambi sotto il potere dell’amore; la voce può manifestare soltanto il dolore della disfatta. L’espressione - spiriti vitali - a cui accenna il poeta si ricollega alla filosofia naturale del tempo, secondo la quale le facoltà psichiche e fisiche dell’uomo sarebbe visti come degli spiriti o corpi sottili. Quando il poeta scrive che gli spiriti vitali se ne vanno, vuole sottolineare lo stato di debolezza, di prostrazione ed anche di sbigottimento in cui egli si trova dopo essere stato colpito al cuore dalla freccia di Amore.
Nel sonetto, Cavalcanti trasforma la vicenda psicologica derivata dall’apparizione della donna in una battaglia metaforica, da intendere non realisticamente, ma riferita ad un suo stato interiore. Egli raggiunge il risultato voluto ricorrendo a termini militari (il cuore trafitto da un dardo, Amore che avanza a colpi di taglio, gli spiriti vitali che fuggono davanti all’incalzare del nemico, il dardo che colpisce con precisione), metafore e personificazioni (l’anima che sta dormendo, l’anima che trema e sussulta dopo che il cuore è stato colpito da un dardo).
Le parole chiave del sonetto potrebbero essere: amore, donna, effetto psicologico della vista della donna sull’uomo, guerra, morte e sbigottimento
Il sonetto ricalca lo schema abba, abba, cde, cde.
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email