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“Dolce Stil Novo” definisce il carattere della poesia che si afferma a Firenze tra il 1280 e il 1310. Guido Guinizzelli fu il precursore della nuova poetica, ma nonostante ciò i massimi esponenti dello Stilnovismo furono Dante Alighieri e Guido Cavalcanti. Lo stilnovismo non si afferma casualmente a Firenze, in quel periodo infatti la città inizi ad affermarsi economicamente su tutto il resto della Toscana.
Le novità introdotte dallo Stil novo sono sia tematiche che stilistiche. Questo tipo di poesia si distingue da quella siculo toscana poiché rappresenta una diversa concezione dell’amore. Per gli stilnovisti infatti l’amore diventa un a elevazione spirituale e la donna assume la fattezze di un angelo che fa da mediatrice tra terra e cielo, profano e divino. Gli stilnovisti inoltre adottano un volgare illustre che risulti elevato, musicale e melodioso. La lingua dello Stil Novo risulta un dialetto fiorentino depurato; la sintassi adoperata è semplice e prevede un uso moderato delle figure retoriche a differenza di alcuni poeti precedenti, come Guittone d’Arezzo.

Guinizzelli è considerato il precursore dello stilnovo. Di lui sappiamo ben poco, la data di nascita sono incerte e stimate attorno al 1230 al 1276 circa. Egli scrive un canzoniere formato da venti componimenti( cinque canzoni e quindici sonetti) nei suoi scritti i temi sono ,l’identità dell’amore e il cuore nobile, la lode della donna amata e il saluto che le si rivolge. Per gli stilnovisti il tema del saluto diventa importante perché può significare : salutare, donare salute o anche donare la salvezza eterna. Guinizzelli opta per un linguaggio “dolce e leggiadro” ; la sua poesia si rivolge ad una nuova categoria di pubblico, dotti esperti in questioni di tipo filosofico.
Fra gli Stilnovisti , dopo Dante, il massimo esponente è il fiorentino Guido Cavalcanti, che nasce nel 1259. La casata di Guido Cavalcanti era una delle più potenti e nobili di Firenze , che era schierata con i guelfi bianchi. In seguito ad alcuni scontri politici Cavalcanti fu esiliato a Sarzana nel 1300. Morì il 29 agosto del 1300. Scrisse un Canzoniere di poco più di cinquanta componimenti, prevalentemente ballate e sonetti. La sua poesia fissa un modello per la lirica degli autori successivi. Il suo unico tema è l’amore , visto come mezzo per raggiungere la nobiltà d’animo. La passione è contemporaneamente intensità vitale e disgregazione dell’io.

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