S’i fosse foco


Il sonetto S’i’ fosse foco è stato scritta da Cecco Angiolieri, esponente della poesia comico - realistica, è nato a Siena nel 1260 ed è morto a Roma nel 1313. Il poeta, in questo suo celebre sonetto, esprime in modo scherzoso il suo desiderio di dominare il mondo. E’un breve componimento poetico formato da 14 versi endecasillabi distribuiti in due quartine, in rima incrociata, e da due terzine, in rima incatenata. E’scritto in volgare popolaresco fiorentino, con l’uso dei verbi al modo condizionale. E’presente la figura retorica dell’anafora “S’i fosse” all’inizio di ogni verso. Un altra figura retorica usata è l iperbole, ovvero un esagerazione attraverso la quale il poeta esprime tutta la sua ribellione: un esempio “s’i fosse Dio”. Nelle prime due quartine Cecco Angiolieri vorrebbe essere il fuoco, il vento, l’acqua e Dio per distruggere il mondo, mentre nella seconda vorrebbe essere alcune potenze umane, come il papa, l’ imperatore, per poter mettere nei guai i cristiani e tagliare la testa di netto a tutta la gente. Nelle prima terzina vorrebbe essere la morte per uccidere i suoi genitori, mentre nell’ultima vorrebbe per se tutte le donne belle e leggiadre e lasciare agli altri quelle brutte e vecchie.
La poesia rappresenta, in modo scherzoso, un’analisi sulle ribellioni giovanili. Oggi quanti giovani vorrebbero essere potenze umane o naturali per avere il controllo sugli altri e per mettere nei guai il mondo intero. Ma chi, invece, vorrebbe liberarsi dei propri genitori? Qui Angiolieri, per me, esagera un po’, ciò non andrebbe mai detto, manco per scherzo, dei genitori bisogna avere il massimo rispetto e stima, tuttavia è grazie a loro che esistiamo no?!
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