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Concetti Chiave

  • La lirica provenzale si concentra sull'amore cortese, caratterizzato dal culto della donna come essere sublime e dall'inferiorità dell'amante.
  • L'amore cortese è un sentimento complesso: nobilita l'amante ma allo stesso tempo genera sofferenza, mantenendo il rapporto a un livello spirituale.
  • I trovatori provenzali, poeti che celebravano l'amore, derivano il loro nome dal verbo "trobar", che significa comporre; inizialmente le loro opere erano orali e musicali.
  • Oltre ai temi amorosi, la poesia provenzale affrontava anche argomenti politici, esprimendo sdegno per la situazione politica dell'epoca.
  • Eventi storici come la crociata contro gli eretici nel 1309 influenzarono la diffusione della poesia trobadorica, costringendo molti trovatori a emigrare, in particolare verso l'Italia.

In questo appunto di Italiano viene esposta la lirica provenzale, scritta in lingua d’oc e diffusasi nel sud della Francia. Viene riportata la descrizione degli aspetti basilari dell’amore cortese, che è la tematica centrale della lirica provenzale (ma non l’unica), e dei trovatori provenzali.
Lirica Provenzale: Amore Cortese e Trovatori del Sud della Francia articolo

Indice

  1. Aspetti basilari dell’amore cortese
  2. Trovatori provenzali: etimologia e nomi principali
  3. Tematiche centrali della poesia provenzale

Aspetti basilari dell’amore cortese

L’amore inteso dai poeti provenzali era un amore cortese. Gli elementi che caratterizzano la concezione dell’amore nella letteratura cortese sono vari. Innanzitutto, il culto della donna, che viene concepita quasi come un essere sublime. Più tardi, nel Dolce Stil Novo, questa esaltazione della donna arriverà al culmine, perché, con Dante Alighieri, la donna viene vista quasi come un essere angelico. Questo è un modo, utilizzato da Dante, per correggere certi impulsi, non proprio pudichi, della letteratura cortese. Un altro aspetto dell'amore cortese è l’inferiorità dell’amante rispetto alla donna amata, che non gli consente di raggiungerla. La donna deve essere superiore all’amante, cioè ad esempio al poeta che si è innamorato di lei, quindi la donna deve essere ad esempio la signora del castello, la signora della corte. Tale senso di inferiorità genera un aspetto negativo e positivo nell’amante. Egli infatti, da un lato, viene nobilitato dal sentimento dell’amore nei confronti di una donna così sublime: per la prima volta, compare l’idea che la nobiltà non sia quella ereditata, cioè quella di sangue, bensì la nobiltà d’animo, dal momento che l’amore ingentilisce. Questa concezione, che sarà ripresa dagli stilnovisti, la troviamo anche in un trattato di grande successo, scritto in latino, da Andrea Cappellano, e intitolato De amore. Cappellano prende come punto di ispirazione alcuni testi di Ovidio e che arriva a sintetizzare gli elementi fondamentali e le caratteristiche dell’amore cortese, che veniva chiamato anche “la fin’amor”. Sia nel francese provenzale sia nel francese antico, infatti, “amore” era un termine femminile. Tuttavia, accanto a questo elemento positivo, c’era anche una parte un po’ più oscura nell’animo dei poeti cortesi: essendo questo amore impossibile, questa impossibilità generava una lacerazione nell’animo dell’amante, che era espressa nelle forme della poesia cortese, oltre che nel romanzo cortese cavalleresco. Quindi siamo di fronte a un sentimento contrastato, che fa anche soffrire l’amante, oltre a nobilitarlo. La donna cantata dal poeta, inoltre, doveva essere la donna più bella di tutte: lo stesso Dio e gli angeli si stupiscono della sua bellezza. La bellezza affascina l’uomo e lo eleva, un concetto che verrà poi sviluppato ulteriormente dagli stilnovisti. L’amante può solo sperare che la donna accetti il corteggiamento, ma mai avviene che si realizzi l’amore. L’amore deve rimanere sempre a un livello molto spirituale, raffinato. Il poeta non deve fare richieste esplicite alla donna, né menzionare il suo nome, limitandosi ad usare uno pseudonimo. La sofferenza d’amore è un mezzo per raffinarsi, purificarsi, quindi lo stesso poeta valorizza il suo dolore, perché gli permette un’espiazione.
Per ulteriori approfondimenti sull’amore cortese vedi anche qua

Trovatori provenzali: etimologia e nomi principali

Questa concezione di amore cortese, con i suoi aspetti positivi e negativi, cioè nobilitante ma, al tempo stesso, anche lacerante, era celebrata soprattutto dai cosiddetti trovatori provenzali, che erano dei poeti. Il termine “trovatore”, deriva dal verbo “trobar”, che significa comporre. Inizialmente, questi versi erano demandati a una riproduzione essenzialmente orale. Più tardi, furono anche scritti e la loro riproduzione orale veniva effettuata o dagli stessi trovatori o dai giullari. In genere, queste composizioni erano anche accompagnate da musica, ragion per cui si parla di lirica provenzale. Non sono tantissimi i trovatori di cui sappiamo qualcosa, i pochi che ci sono pervenuti sono: Bertran de Born, Daniel Arnaut, Bernard de Ventadorn. Essi eserciteranno un’influenza sui poeti italiani, infatti alcuni di loro scriveranno in provenzale per fare delle poesie d’amore, come ha fatto, ad esempio, Sordello da Goito.
Lirica Provenzale: Amore Cortese e Trovatori del Sud della Francia articolo

Tematiche centrali della poesia provenzale

La tematica centrale della poesia provenzale era il sentimento amoroso, con le caratteristiche che abbiamo precedentemente detto. Tuttavia, accanto a queste tematiche amorose, troviamo anche altre composizioni, che trattano argomenti diversi. Ci saranno anche poesie con tematiche politiche, ad esempio, che esprimono sentimenti di sdegno per la situazione politica. Tra i più importanti componimenti in lingua occitana, troviamo il plazer, cioè l’elenco di cose belle, o l’enueg, cioè l’elenco di cose spiacevoli.
La poesia trobadorica si sviluppò soprattutto nella parte meridionale della Francia, dove purtroppo per i trovatori, erano diffuse diverse eresie, tra le quali la più importante era l’eresia catara. Il re di Francia, insieme al Papa Innocenzo III, nel 1309, avviò una crociata che, non solo fu devastante nei confronti degli eretici, ma generò anche una guerra che impoverì il territorio provenzale e, di conseguenza, i trovatori che vivevano nelle corti dei signori di Provenza, furono costretti a emigrare, per cercare fortuna altrove. Molti di questi si rifugiarono in Italia, soprattutto al sud, alla corte di Federico II. Un esempio classico di poesia trobadorica, e quindi di lirica provenzale, è l’Arietta di Daniel Arnaut, che è l’emblema del trobar clus, cioè del comporre in maniera un po' oscura, artificiosa e ricercata.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione dell'amore cortese nella lirica provenzale?
  2. L'amore cortese è caratterizzato dal culto della donna, vista come un essere sublime, e dall'inferiorità dell'amante rispetto a lei, generando un sentimento nobilitante ma anche lacerante (testo).

  3. Come si evolve la figura della donna nella letteratura cortese e nel Dolce Stil Novo?
  4. Nella lirica provenzale, la donna è esaltata come un essere angelico, un concetto che raggiunge il culmine con Dante Alighieri nel Dolce Stil Novo, dove la nobiltà d'animo viene valorizzata (testo).

  5. Qual è il ruolo dei trovatori nella poesia provenzale?
  6. I trovatori, poeti che componevano versi inizialmente in forma orale, celebravano l'amore cortese e influenzarono anche poeti italiani, scrivendo in provenzale per esprimere sentimenti amorosi (testo).

  7. Quali altre tematiche sono presenti nella poesia provenzale oltre all'amore?
  8. Oltre all'amore, la poesia provenzale affronta anche temi politici, esprimendo sdegno per la situazione politica, e include composizioni come il plazer e l'enueg (testo).

  9. Quali eventi storici influenzarono i trovatori e la loro poesia?
  10. La crociata contro gli eretici avviata dal re di Francia e dal Papa Innocenzo III nel 1309 impoverì il territorio provenzale, costringendo molti trovatori a emigrare, in particolare in Italia (testo).

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